Il sindaco Fusi: «Ora se ne occuperà la Sovrintendenza per i beni archeologici del Lazio» Il primo cittadino aveva chiesto il riconoscimento al Ministero dell'antico cippo votivo diventato soletta di un portone ORVINIO La vetusta "Pietra Demone" sarà recuperata e, quindi, dichiarata di "Interesse culturale". Rispolverata e riportata all'attualità dal nostro articolo «Quando il cippo votivo diventa la "soletta" di un portone», la vexata questio è finita sul tavolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il cui dirigente, verificata l'importanza architettonica del vetusto reperto ha, a sua volta, girato l'istanza alla Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, affinchè venga dichiarato di "Interesse culturale". Il passaggio naturale perché il reperto possa essere requisito e, quindi, collocato in luogo idoneo e conforme alla sua autorevolezza. A dare la notizia è stato il sindaco della ridente cittadina del Parco dei Monti Lucretili Col. Rino Fusi. Il quale, oltre a ringraziarci per aver riportato alla ribalta la questione dell'antico cippo che, suo malgrado, continua a restare indegnamente umiliato, ha eccepito che, scrivendo è stato reso un ottimo servigio alla stessa azione da lui intrapresa già dall'epoca della sua prima investitura avvenuta nel '99. A ragion di ciò, il primo cittadino di Orvinio, ha messo a nostra disposizione copia della lettera con cui egli, a far data dal novembre del 2005, appunto, nell'intendo di risolvere definitivamente il caso, ha scritto al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. «Ho deciso di rivolgermi al Ministero -dice il sindaco Fusi- considerato che, nonostante tutti i tentativi da me intrapresi nei confronti dei proprietari del magazzino a cui il "nostro" prezioso reperto fa da tempo immemore da "soletta" al portone del loro magazzino sito in via Salita del Borgo, continuano a fare orecchio da mercante". Questo il tenore della lettera del primo cittadino orviniese: «Protocollata al nr 2789, ha per oggetto: Frammenti dell'antica iscrizione "Pietra Demone- Richiesta di avvio del procedimento ex art. 14 del D.Lgs. 422004. Egregio Soprintendente, in qualità di sindaco pro-tempore del Comune di Orvinio, con la presente Le chiedo di avviare il procedimento per la dichiarazione di "Interesse culturale" della cosiddetta "PIETRA DEMONE", da vecchia data impropriamente collocata sull'ingresso di un magazzino. A tal fine si fa presente che la pietra de quo e stata già oggetto di attenzione da parte dell'Accademia Romana di Archeologia nell'Aprile del 1811. A sostegno della suddetta istanza, riferisco che nel 1998 un numeroso gruppo di cittadini, appunto, per ottenere il recupero e la giusta riqualificazione del prezioso reperto, ha avviato una raccolta firme. Di recente, anche Natale Forte, autore del libro "Addò sò natu" in dialetto orviniese, sollecita nuovamente che la preziosa pietra venga recuperata ed adeguatamente collocata in luogo idoneo e in bella vista nel Comune di Orvinio». A seguito di ciò, il 1 febbraio, il dirigente Alessandro Bedini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha, a sua volta, scritto alla competente Soprintendenza per i beni archeologici per il Lazio, affinché desse avvio "al procedimento per la dichiarazione d'"Interesse culturale" della cosiddetta "Pietra Demone" di Orvinio».