Il presidente della Repubblica firma il provvedimento sui contratti pubblici per lavori e forniture Entrata in vigore prevista 60 giorni dopo la pubblicazione, ma potrebbe arrivare una proroga mirata - Restano dubbi sulle regole delle trattative private ROMA - Il Codice degli appalti incassa l'ultimo sì. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha promulgato il decreto con il «Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture». A questo punto, l'iter formale di approvazione del provvedimento è praticamente completo: manca solo la pubblicazione in «Gazzetta» per la quale fonti del ministero delle Infrastrutture prevedono comunque «tempi brevi». Dalla data di pubblicazione, partiranno poi i sessanta giorni di vacatio legis fissati dal Codice stesso per l'entrata in vigore. Se l'uscita in «Gazzetta» arriverà entro fine aprile le nuove regole dovrebbero quindi essere applicate a partire da luglio. Per il mercato degli appalti si tratta di una profonda rivoluzione, anche "culturale". Il nuovo Codice infatti elimina alcuni dei paletti imposti, in particolare dalla legge Merloni, sulla scia dell'esperienza amara di Tangentopoli. Con il risultato che le stazioni appaltanti potranno - e dovranno - operare una serie di scelte per ogni gara. Vengono infatti liberalizzate sia le procedure che i criteri di aggiudicazione. Sarà dunque sarà l'amministrazione a decidere, di volta in volta, se mandare in gara, ad esempio, solo i lavori o se affidare anche alle imprese edili la progettazione, a partire da quella definitiva fino all'esecutiva. Allo stesso modo, anche il criterio di scelta del contraente è liberalizzato: in ossequio a quanto deciso dalla Corte Ue nell'ottobre 2004 (causa C-24702) le stazioni appaltanti saranno libere di optare per il massimo ribasso, criterio finora predominante, o per l'offerta economicamente più vantaggiosa in cui il peso del fattore prezzo è minore. Con il Codice degli appalti, l'Italia recepisce le nuove direttive europee sulla materia: sia quella unificata per i lavori, i servizi e le forniture (direttiva 200418), sia quella per i settori speciali (direttiva 200417). E dall'Europa arrivano anche i nuovi strumenti di gara, come l'accordo quadro, il dialogo competitivo e le aste elettroniche. Ma la novità più forte del decreto è sicuramente la codificazione del principio dell'avvalimento, ovvero del prestito dei requisiti necessari per partecipare alle gare. Rispetto alle direttive, il recepimento del Codice ha limitato in modo pesante questa possibilità, imponendo ad esempio la responsabilità in solido tra chi presta e chi riceve e vietando il prestito multiplo, per requisito e per categoria. Ma molte preoccupazioni desta già la norma che consente l'avvalimento anche per ottenere il certificato dalla Soa (Società organismo di attestazione), un lasciapassare per tutti gli appalti di lavori valido tre anni. Con la firma del Presidente della Repubblica svaniscono anche gli ultimi dubbi sul fatto che il Codice rientri a pieno titolo nei limiti disegnati dalla legge di delega (la legge 6205). Il Presidente non ha mosso alcun rilievo nemmeno sui punti che potevano apparire più critici, come il confine incerto tra le competenze statali e quelle regionali, dopo che nell'ultima versione un numero considerevole di materie è stato "attratto" nella sfera di competenza esclusiva statale. A questo punto, l'unico nodo da sciogliere è l'accoglienza che riserverà al provvedimento la nuova maggioranza di Governo. Alla notizia della firma, Paolo Brutti (capogruppo uscente dell'Ulivo in commissione Lavori pubblici al Senato) e Anna Donati dei Verdi (vicepresidente uscente della stessa commissione) hanno annunciato: «Chiederemo la sospensione del Codice prima della sua entrata in vigore. Sono necessarie correzioni in particolare sull'ampliamento delle trattative private e sulla liberalizzazione degli affidamenti congiunti di progetto e lavori». Un'ipotesi che l'Associazione nazionale costruttori edili, soddisfatta della versione finale del testo, vorrebbe scongiurare. «Per il settore sarebbe una nuova doccia scozzese - commenta il direttore generale, Carlo Ferroni - e all'Italia potrebbe costare salato: il rischio di una procedura di infrazione europea per il ritardo nel recepimento delle direttive è in agguato». COME CAMBIANO LE GARE Procedure di scelta. I due criteri di aggiudicazione del massimo ribasso e dell'offerta economicamente più vantaggiosa sono equiparati. È possibile selezionare il vincitore attraverso l'asta elettronica Sistemi di gara. Debuttano gli istituti europei del dialogo competitivo, dell'accordo quadro e del sistema dinamico di acquisizione Realizzazione. Piena libertà di scelta tra appalto di soli lavori e appalto congiunto di progettazione (definitiva eo esecutiva) e lavori Valutazione offerte anomale. Sotto le soglie europee l'esclusione automatica diventa facoltativa Trattativa privata. Cambia nome e diventa procedura negoziata. Può essere applicata in un maggior numero di casi, tra cui le offerte irricevibili in prima battuta o l'impossibilità di fissare i prezzi. A trattativa privata sono affidabili anche i lavori complementari o successivi al primo lotto Progettazione. Sotto i 100mila euro diventa obbligatorio affidare l'incarico tramite una gara informale con almeno cinque concorrenti