«Auguriamoci che un gruppo di no global oppure di tecnici guastatori del comune di Bari inviati dal sindaco Emiliano riservino all'Ara Pacis lo stesso trattamento di Punta Perotti...» Ancora linea dura di Vittorio Sgarbi, celebre per le sue invettive contro Meier da sottosegretario ai beni culturali prima di esserne rimosso dal ministro Urbani. Perché tanta durezza, Sgarbi? «Ma perché quello è un condominio che non potrebbe figurare neanche alla Balduina...Meier è un uomo insensibile e arido. Per lui vale il giudizio di Federico Zeri: "Meier conosce Roma come io conosco il Tibet dove non sono mai stato:..". E poi io non sono certo solo contro questa orribile creazione dì Meier. Alla cena per la presentazione della mostra alle Scuderie del Quirinale su Antonello da Messina, quando Veltroni ha annunciato che il 21 nonostante Vittorio, così ha detto sorridendo verso me, si sarebbe inaugurata la nuova Ara Pacis, si sono alzati in due o tre, persone come Fabiano Fabiani o Giorgio Van Straten, e sono andati a dirgli che ho ragione io...» Davvero. Lo dice lei... «Sa che le dico. Ho visto che Veltroni ha dovuto gestire questa eredità. Quella, lo sanno tutti, è stata una decisione presa da Rutelli. E sa che aggiungo: fortuna per loro che me ne sono dovuto andare via dal ministero. Altrimenti...» Altrimenti? «L'Ara Pacis è dello Stato, non del comune di Roma. Anche Adriano La Regina, su questo punto, la pensava come me. Il comune l'ha ricevuta in comodato dal governatorato nel 1937. E allora io avevo avuto un'idea...». Quale? «Io gliel'avrei portata via volentieri. L'avrei presa e messa in un museo dello stato. Così a loro sarebbe restata solo quella pizzeria di Meier...».