Tramonta l'ipotesi di convertirla in sede del Coni Quasi un colpo di scena sul mercato immobiliare pubblico: il palazzo ai numeri 60 - 62, già sede dell'Intendenza di Finanza, non diventerà la sede provinciale del Coni. Sarà venduto al miglior offerente ed è già pervenuta un'offerta irrevocabile d'acquisto da tre milioni e 600mila euro. I ben informati dicono che sono già due le offerte, ma ufficialmente è una sola. Lo si deduce dall'avviso al pubblico apparso ieri sui principali quotidiani e che contiene «tutto ciò che avreste voluto sapere sull'operazione». Un'operazione iniziata qualche mese fa, quando il ministero dell'Economia ha ceduto il palazzo alla Società Coni Servizi Spa, nell'ambito della dismissione del patrimonio non più utilizzato per fini istituzionali. Già da anni, il palazzo di via Diaz, nel cuore del centro storico, era stato abbandonato dagli uffici fiscali, accorpati in via Cavallotti, palazzo ex Enel, con la costituzione dell'Agenzia delle Entrate. Diversi spazi si erano così liberati e il maggiore è appunto quello di via Diaz, un antico convento, un compendio unico con gli uffici dove ha sede il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, a sua volta in fase di trasloco. Due sono i fattori che hanno bloccato l'insediamento del Coni: il centro storico è isola pedonale e i problemi di accessibilità non possono essere sottaciuti, con i disagi per i frequentatori. In secondo luogo, la struttura è enorme e le spese di gestione sono superiori alle forze e alle risorse. La conclusione: non è idoneo per allestire la sede.