«Non bastano i 25mila euro che la Provincia ha messo a nostra disposizione. Con i tagli iniposti dal Ministero dei beni culturali rischiamo concretamente di chiudere». Lo pensa Maria Augusta Timpanaro, che dirige l'Archivio di Stato di Pisa, ente che ospita documenti di enorme importanza storica, come 2I mila atti notarili e documenti risalenti all'ottavo secolo, quando Pisa non era ancora una repubblica marinara. La denuncia è venuta ieri, nel corso della presentazione di una mostra (si svolgerà il 16 giugno), sul Gioco del ponte, che sarà organizzata nella sede dell'Archivio di Stato, cioè a Palazzo Toscanelli, in lungarno Mediceo. «Tempo fa ascoltammo con preoccupazione l'appello della signora Timpanaro - ha esordito Aurelio Pellegrini, assessore provinciale alla cultura - che denunciava il pericolo che l'Archivio di Stato chiudesse, visto che non c'erano soldi a sufficienza per far funzionare l'ente. Abbiamo così deciso di stanziare 25mila euro per mantenere in vita l'Archivio, un bene culturale che riteniamo fondamentale per la città e che rischia effettivamente di scomparire». E' stata poi Maria Augusta Timpanaro a spiegare le condizioni in cui deve operare chi lavora all'Archivio. «Ci mancano attrezzature informatiche, non ci sono i soldi per pagare le bollette della luce, del gas. Per non parlare poi di Palazzo Toscanelli, che andrebbe restaurato per poter usufruire di altri spazi di cui abbiamo bisogno. Ma non ci sono soldi neanche per pagare le imprese di pulizie e francamente i documenti che ci sono rischiano di divenire non più consumabili. Per non parlare poi delle assunzioni. La nostra dipendente più giovane ha più di cinquant'anni. Mi domando: perché attivare corsi di laurea in conservazione dei beni culturali quando poi questi beni non si vogliono conservare?». «Chiudere l'Archivio di Pisa significherebbe negare un pezzo di storia della nostra città - ha aggiunto Mauro Del Corso, presidente dell'associazione Amici dei musei e monumenti pisani - L'Archivio contiene una miniera di fonti documentarie di fondamentale importanza. Che fine farà questo patrimonio culturale?» Veniamo alla mostra, promossa dalla Provincia. Sarà organizzata dall'associazione Amici dei musei e si chiamerà "Immagini dal Ponte: il fondo della biblioteca Zampieri". A palazzo Toscanelli e a Palazzo Lanfranchi saranno esposte immagini e documenti appartenenti alla biblioteca Zampieri, (acquistata dalla Provincia di Pisa) e riguardanti la storia del gioco dal 1933 fino al 1963 e dal 1980 fino al 2002. Verranno anche esposti i costumi originali dell'epoca e proiettati filmati dell'Istituto Luce. Curatore scientifico della mostra sarà Alberto Zampieri.
L'archivio di Stato chiede ancora aiuto
L'Archivio di Stato di Pisa, ente che ospita documenti di enorme importanza storica, rischia di chiudere a causa dei tagli iniposti dal Ministero dei beni culturali. La Provincia ha messo a disposizione 25mila euro per mantenere l'ente, ma ci sono ancora molte carenze. L'Archivio di Stato ospita 2 mila atti notarili e documenti risalenti all'ottavo secolo. La denuncia è stata fatta dalla direttrice dell'Archivio, Maria Augusta Timpanaro, che ha spiegato le condizioni in cui deve operare chi lavora all'Archivio.
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