Un tonfo improvviso e un altro pezzo di storia della città è crollato sotto i colpi di incuria, abbandono e degrado. A venire giù, probabilmente a causa delle infiltrazioni d'acqua, è stata un'ala del padiglione Bianchi all'interno del complesso dell'ex ospedale psichiatrico di Aversa Maria Maddalena. Ma secondo altre testimonianze, anche un chiostro risalente al '400 sarebbe rimasto coinvolto. Il crollo è avvenuto nei giorni scorsi e sul posto sono intervenuti tecnici dell'Asl Ce2 e i vigili del fuoco di Aversa. L'area è stata transennata per evitare danni a cose o a persone e sono state avviate le verifiche statiche sull'edificio. Ma certo questo episodio pone pesanti interrogativi sulla staticità dei padiglioni che fino a venti anni fa hanno ospitato i malati di mente e sui rischi legati all'assenza di manutenzione. «Il problema è reale -ammette il direttore generale dell'Asl Ce2, Angela Ruggiero che ha disposto personalmente i primi interventi di bonifica nella zona del crollo- perché allo stato attuale non abbiamo risorse per poter recuperare la struttura. Quello che ha colpito l'ex padiglione "Bianchi" non è, infatti, il primo crollo del genere. Altri l'hanno preceduto in passato, come ho potuto constatare personalmente nel corso di due sopralluoghi che ho compiuto nei padiglioni quando mi sono insediata alla guida dell'Azienda sanitaria». Intanto, nell'area del crollo sono stati avviati i cosiddetti lavori di somma urgenza per mettere in sicurezza la zona ed è stata completamente interdetta la circolazione alla persone. «E questa mattina -conferma la manager dell'Asl aversana- un delegato della Soprintendenza ai beni culturali di Caserta arriverà nel complesso per dare l'ok alla rimozione dei detriti accumulatisi dopo il crollo». Ma il problema del futuro dell'ex complesso della Maddalena resta irrisolto. La sua destinazione resta un mistero e le preoccupazioni aumentano ogni giorno che passa: «Sono preoccupazioni -ribadisce la dottoressa Ruggiero- che condivido in pieno. Occorre pensare al recupero di questo prezioso complesso ma occorre farlo subito perché altrimenti la città rischia davvero di perdere una parte importante della sua storia. Ecco perché, in quanto al "Bianchi", la prossima settimana solleciterò la Regione perché velocizzi le pratiche di cessione della struttura al Comune che lì ha previsto, nell'ambito dei progetti Urban, la realizzazione di attività socio-assistenziali e la cessione di una parte del padiglione stesso al centro per disabili Carratù». Ma sul crollo di un'ala del Bianchi, interviene anche il sindaco di Aversa, Domenico Ciaramella che torna ad invocare la vendita del padiglione al Comune, come previsto dall'accordo siglato oltre un anno addietro con Asl e Regione Campania: «Non ero al corrente -dice il primo cittadino- del crollo avvenuto nel complesso della Maddalena e ne sono profondamente rattristato. Ma questa notizia -sottolinea subito dopo- rende ancora più necessario il rispetto dell'accordo raggiunto con la Regione più di dodici mesi fa. Non riesco a comprendere, infatti, i motivi che finora hanno impedito la firma in calce al documento che autorizza la vendita del "Bianchi" al nostro Comune. Per questo, faccio appello al direttore dell'Asl e all'assessore regionale alla Sanità, Montemarano perché la situazione si sblocchi. La campagna elettorale è finita: sediamoci intorno a un tavolo e discutiamone. Vorrei poter iniziare i lavori di recupero del "Bianchi" prima della fine del mandato e mantenere l'impegno di cederne una parte al centro "Simona Carratù"».
EX MANICOMIO DI AVERSA: Crolla il padiglione Bianchi
Un crollo improvviso ha colpito un'ala del padiglione Bianchi all'interno dell'ex ospedale psichiatrico di Aversa Maria Maddalena. Il crollo è avvenuto nei giorni scorsi e sul posto sono intervenuti tecnici dell'Asl Ce2 e i vigili del fuoco di Aversa. L'area è stata transennata per evitare danni a cose o a persone e sono state avviate le verifiche statiche sull'edificio. Il problema della staticità dei padiglioni è reale, afferma il direttore generale dell'Asl Ce2, Angela Ruggiero, che ha disposto personalmente i primi interventi di bonifica nella zona del crollo.
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