Londra. Per fare fronte alla crisi del patrimonio culturale italiano il governo ha lanciato un esperimento: alcuni dei tesori artistici del Paese saranno privatizzati. Prendendo spunto dal caso degli Uffizi di Firenze, troppo poveri per pagare le bollette dell'Enel, The Economist, tuttavia, rassicura: il Colosseo non sara' venduto. Il settimanale britannico sottolinea come lo Stato italiano spenda solo lo 0,18 del proprio prodotto interno lordo per il patrimonio culturale che e' il piu' grande del mondo. I privati, inoltre, non godono di agevolazioni fiscali per intervenire. The Economist riferisce che l'iniziativa del governo ha suscitato molte polemiche, specie perche' non sono chiare le regole cui dovranno attenersi i privati una volta entrati in possesso di ville storiche, isole e persino prigioni. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha comunque tenuto a precisare - scrive il settimanale - che i tesori che sono parte dell'identita' nazionale italiana, come il Colosseo, la torre di Pisa o gli Uffizi di Firenze, non verranno toccati. Spettera' ad un'agenzia speciale, il Patrimonio dello Stato, decidere cosa potra' essere venduto, affittato o securitizzato, cioe' convertito in titoli negoziabili. (ANSA). YK2