Il trecentesco maniero verrà simbolicamente occupato dal sindaco Palma di Montechiaro. Una clamorosa decisione è stata adottata dal sindaco Rosario Gallo per tentare di mantenere il diritto della proprietà comunale del celebre trecentesco Castello di Montechiaro, posto in località Gibeldolce sopra un promontorio da cui si staglia un bellissimo panorama e la vasta costa che si estende fino a Punta Bianca. Nell'attesa che i giudici del Consiglio di giustizia amministrativa si pronuncino sul ricorso presentato dai legali del Comune, tendente a fare annullare la sentenza del Tar di Palermo con la quale è stato disposto che l'amministrazione comunale debba cedere il possesso del fortilizio ai precedenti proprietari, rappresentati dai soci della società denominata Vallasinella, il primo cittadino palmese ha deciso di mettere otti in atto un autentico blitz attraverso il quale potere in qualche modo dimostrare di come il Castello di Montechiaro appartenga al demanio comunale ed evitare quindi che i proprietari del monumento ai quali è stato espropriato nel 1997, possano ritornare ad occupare il loro bene. Assieme ai tecnici del comune, al responsabile municipale per la salvaguardia dei Beni culturali architetto Franco Lo Nobile e dell'ingegnere Raffaele Savarese, nuovo tecnico collaudatore delle opere di restauro e di consolidamento, eseguite da una ditta appaltatrice, Gallo farà una irruzione all'interno del maniero per materialmente prenderne possesso ed evitare quindi che venga spogliato dal demanio comunale. In sostanza il sindaco, dato che il titolare della ditta appaltatrice a quanto pare si sarebbe rifiutato non solo di apportare alcuni interventi per migliorare l'intonaco all'interno del fortilizio ed anche di riconsegnare le chiavi d'ingresso al Castello di Montechiaro per permettere al collaudatore dei lavori di rispettare l'incarico professionale affidatogli dal Comune, ha deciso di passare all'atto di forza in modo da permettere non solo allo stesso collaudatore di iniziare il suo delicato lavoro ma anche di consentire ai tecnici comunali di sostituire nel portone d'ingresso le serrature. «Senza il collaudo - ha dichiarato Gallo - non abbiamo potuto utilizzare il Castello e quindi ho deciso, con il conforto delle normative di legge e dato che il Cga ha sospeso l'esecutività della sentenza del Tar, di fare gli interessi del Comune, in modo che i 2 miliardi che sono stati investiti per la sua salvezza e recupero non vengano sprecati, che le anomalie riscontrate nei lavori vengano eliminate e che quindi questo storico bene ritorni ad essere di tutti i palmesi e dei fedeli che attendono con ansia di vedere ritornare nella piccola cappella la Madonnina di Montechiaro. Questo è il primo passo della nostra battaglia per non perdere il fortilizio e siamo pronti a qualsiasi azione se malauguratamente il Cga dovesse confermare la sentenza del Tar».