I bagnanti hanno ricevuto un'altra visita. Questa volta ufficiale. Eppure, anche in questo caso, la piccola delegazione composta da un architetto del Comune e un membro del comitato scientifico che lavorano al restauro della Fontana di De Chirico, è stata ammessa a contemplare le due statue nella stessa sala dove le avevamo viste noi, nei giorni scorsi. Al primo piano, sul retro di una sala conferenza, fra sedie rosse accatastate. Dottor Andrea Cancellato, direttore della Triennale, dal Comune vi è sempre stato chiesto solo di "ospitare" le statue, però, come le abbiamo viste noi, è un riparo che definir di "sfortuna"... «Non necessariamente sono informato di dove vengano accatastate le sedie : farò in modo, da subito, che non vengano più depositate nello stesso angolo. In passato c'era un cordone per proteggere le statue». Tranne mentre era in corso, la nostra visita, non è dunque passata inosservata. Dalla segreteria qualcuno ci chiede come abbiamo fatto a scattare al foto. È la stessa cosa che ti chiediamo noi: invece che per fare una foto, i bagnanti avremmo potuto cercarli per dar loro un calcio «Via, chi potrebbe averne l'intenzione? Di questo passo un pazzo entra dovunque e niente e nessuno può più dirsi sicuro. I bagnanti furono ritirati proprio per ragioni di sicurezza: gli incidenti che subirono furono dovuti a qualche visitatore che ci finì addosso». In sei anni, infatti, i due nuotatori hanno fatto molte "vasche" all'interno del palazzo. Appena ritirati, per ordine del Comune, da parco Sempione, i busti dei nuotatori furono esposti nel salone centrale del primo piano, poi con parabola discendente, furono posti, superato l'ingresso, a sinistra e infine, dopo l'incidente al braccio già restaurato del bagnante "moro", ritirati in magazzino. Da quanto si trovano nell'angolo di una sala conferenze? «Da più di due anni, a mia memoria, sono nel salone dove li avete visti». Ma allora perché non esperii? Cosa cambierebbe se nessuno viene fermato, pur armato di voluminosa borsa in grado di contenere, pure a pezzi, diverse parta di una statua nonché attrezzi per farla a pezzi, e tutti, invece, possono arrivare a vederli cosi mal ridotti? «Perché sarebbe il Comune a dovercelo chiedere. Se lo farà dovrà, però, formulare una richiesta coerente con la no -stra funzione: la Triennale non è un museo, ma uno spazio espositivo aperto. Non abbiamo sorveglianza e soprattutto abbiamo esigenze versatili, tra la moda, il design e l'architettura. Per il salone del mobile avevamo in corso 9 mostre contemporaneamente. Da oggi sono quattro gli eventi che ospitiamo. Tro -vare uno spazio fisso e adeguato per i due bagnanti pò -Irebbe non essere in sintonia con la nostra funzione. A decidere sarà comunque il Consiglio d'amministrazione quando il Comune dovesse inoltrare la richiesta».