Musei Gratis. Il sindaco di Bologna spiega le ragioni di una scelta controcorrente Perché rendere gratuito l'ingresso ai musei civici cittadini? "La proposta della giunta comunale di rendere gratuito l'ingresso ai musei civici è volutamente in controtendenza rispetto alla pessima legge finanziaria approvata dal governo di centrodestra, che ha provocato i danni più ingenti proprio al settore della cultura. Da una parte infatti ha ridotto per il quarto anno consecutivo i trasferimenti agli enti locali, imponendo anche un tetto alla spesa corrente, e dall'altra ha tagliato i fondi al Fondo Unico per lo Spettacolo. La nostra iniziativa, la prima in Italia per quanto riguarda le grandi città, è una risposta coraggiosa a questa crisi imposta da un insensato ridimensionamento delle risorse". Come compensare i mancati introiti per le casse comunali? "Abbiamo deciso, nonostante la situazione di sofferenza, di approvare il bilancio preventivo entro la fine del mese di dicembre scorso, evitando l'esercizio provvisorio. E' la scelta più difficile, ma sono certo che ci consentirà di recuperare risorse nel corso della gestione. Questo vale anche per il mancato introito dei musei civici". Quale reazione si aspetta dalla città, in termini di affluenza? "La nostra città è caratterizzata da livelli molto alti sia di produzione che di fruizione culturale. I bolognesi spendono molte risorse per consumare cultura, il nostro obiettivo è che questo consumo avvenga qui, e non in altri luoghi come invece spesso accade. Dobbiamo adeguare la produzione culturale alle molteplici esigenze di chi vive, studia e lavora nella nostra città. Bologna ha delle risorse straordinarie, come per esempio l'università e l'enorme bacino dei suoi studenti, poi i musei e le biblioteche, le più numerose al mondo se rapportate al numero di abitanti. Dobbiamo coltivare le risorse che abbiamo e soprattutto metterle a disposizione dei giovani, che vanno stimolati sia come produttori che come fruitori di cultura. Credo che l'iniziativa proposta per i musei civici sia un ulteriore incentivo a frequentare questi luoghi, per riportare la cultura a essere una priorità dell'amministrazione". Per incrementare l'affluenza nei musei l'ingresso gratuito è sufficiente o rappresenta l'inizio di una strategia politica sulla cultura? "L'ingresso gratuito ai musei è da tempo al centro di un dibattito che coinvolge tutte le grandi città europee. La proposta che la giunta comunale sta portando avanti ha un significato politico e dimostra l'interesse dell'amministrazione nei confronti di questo grande elemento identitario della nostra città. Credo che in modo più generale il tema sia quello di un rilancio della cultura attraverso un progetto complessivo che non riguardi solo le città ma il governo del Paese". Il modello bolognese sarebbe esportabile e imitabile, secondo lei, anche in altre realtà locali italiane? "Solitamente cerco di non usare la parola 'modello', perché credo che ogni comunità abbia le sue caratteristiche e con queste debba misurarsi, senza pretendere di dare consigli o lezioni. Ci sono poi esperienze che città diverse possono confrontare e decidere di portare avanti insieme, sulla base di affinità e somiglianze. Per esempio, abbiamo sottoscritto come amministrazione comunale un'alleanza strategica con Firenze per lo sviluppo economico, strutturale e culturale. Per ragioni storiche e indicatori simili, se non in qualche caso uguali, Bologna e Firenze sono due territori che insieme sono in grado di produrre innovazione e coesione sociale, due condizioni necessarie per garantire un'alta qualità della vita e una forte attrazione economica. L'alleanza strategica non è importante solo per le due città, ma sancisce la nascita di un'area vasta del Paese, contraddistinta da valori profondi e radicati. Per questo il progetto si allargherà anche ad altre città, seguendo l'antica via della cultura, come per esempio Ferrara e Venezia".
Cofferati: "La cultura è una priorità"
Il sindaco di Bologna ha spiegato le ragioni della proposta di rendere gratuito l'ingresso ai musei civici cittadini. La scelta è volutamente in controtendenza rispetto alla legge finanziaria approvata dal governo di centrodestra, che ha ridotto i trasferimenti agli enti locali e tagliato i fondi al Fondo Unico per lo Spettacolo. La giunta comunale ha deciso di approvare il bilancio preventivo entro dicembre, evitando l'esercizio provvisorio, e di compensare i mancati introiti con la gestione dei musei. Il sindaco aspetta una reazione positiva dalla città, che è caratterizzata da livelli alti di produzione e fruizione culturale.
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