Prima ala museo si andava per coltivarsi, adesso per mangiare. A Parigi è di gran moda il ristorante del Museo d'Arte Moderna, dove si mangia su tavoli bassi che ospitano, in libertà, otto-dieci persone. Ci arriva si siede, gli altri si aggiungono. Un tema in comune per i commensali ci dovrebbe essere: l'arte. A Bilbao, nel museo d'arte contemporanea più visitato d'Europa, c'è un divertente ristorante futurista. A Parigi, se uno dice ci vediamo al ristorante del Beaubourg, siate sicuri che è uno che non vi vuole incontrare. Il museo è pieno di ristoranti e caffetterie e l'appuntamento deve essere preciso. Alla Triennale di Milano invece basta. Il Café Design va molto di moda e darsi un appuntamento lì per pranzo o per il brunch domenicale è molto in voga. Dilaga insomma la moda della total immersion museale con stop al ristorante. Un appuntamento al museo ha mille pregi. Se è il primo fa fare bella figura a tutti e due. Se è uno degli innumerevoli o quello di una comitiva consente di aspettare o farsi aspettare senza che la noia o la rabbia lievitino. Lì vicino ci sarà sempre una sala da guardare e poi, per chi tarda, la scusa è: «Mi sono persa in un Boccioni». Nessuno oserà rimproverarvi. Finiti i tempi del panino sulla scalinata o della Coca-Cola alle macchinette, ormai il museo ha il principio del grande magazzino, coltiva e ristora il primo, vende e ristora il secondo. La tendenza è tale che una giornalista sveglia. Maria Sole Pantanella, ha addirittura scritto una guida alle caffetterie dei musei d'Europa dal titolo Un caffè al museo (ed. Le Lettere). In questo scenario di self service, caffetterie, ristoranti si inserisce ora anche un locale a 5 stelle. Naturalmente sempre legato all'arte. Tavole perfettamente apparecchiate. Tovagliato di Iino bianco, come i fiori. Camerieri sorridenti come se aspettassero solo voi. Questa è l'atmosfera del nuovo ristorante della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, aperto ai visitatori e ai torinesi che vogliono diversificare le loro serate Dietro quel ristorante e quella Fondazione c'è una donna di nome Patrizia Sandretto, sposata ad Agostino Re Rebaudengo, Un'avventura culturale cominciata a Guarene e culminata con l'apertura della Fondazione a loro nome, in via Modane 16 a Torino. Il ristorante della Fondazione a Torino è piaciuto. Considerato che i piemontesi sono gente tosta che non sì muove per niente, possiamo concludere che ormai o ti mangi un panino o, se vuoi essere veramente trendy, vai a mangiare al museo
Appuntamento al museo per una mostra. Anzi no, per colazione
Il ristorante del Museo d'Arte Moderna a Parigi è di moda, con tavoli bassi che ospitano otto-dieci persone. A Bilbao, il museo d'arte contemporanea più visitato d'Europa ha un ristorante futurista. A Milano, la Triennale ha un café design molto popolare. Il museo è diventato un luogo per mangiare e socializzare, con un'atmosfera di total immersion. La tendenza è tale che anche ristoranti a 5 stelle legati all'arte si stanno inserendo in questo scenario. A Torino, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha aperto un ristorante che è piaciuto ai visitatori e ai torinesi. La moda della total immersion museale sta dilagando in tutta Europa.
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