Lucera La lunga storia del Convento che doveva diventare un palazzo con appartamenti e box Dopo incendi, terremoti e ipoteche, l'edificio è in abbandono E' una vicenda lunga 10 anni quella del degrado del convento Sant'Anna, con i relativi danni d'immagine all'adiacente piazza Duomo, «il salotto di pietra della Capitanata». Questi gli eventi essenziali di una vicenda intricata. Il 10 dicembre 1997 con ordinanza sindacale n. 586 il secondo ed il terzo piano prospicienti piazza Duomo vengono dichiarati inagibili. Il 6 gennaio 1998 un incendio rende inagibili il retro del Sant'Anna, colpendo i 400 metri quadri dei locali della Cgil. Il 10 gennaio 1998, a seguito dell'incendio, l'allora presidente - ora commissario straordinario - dell'Ipab «orfanotrofi Riuniti» Donato Checchia, annuncia le dimissioni per lo stato di degrado del Sant'Anna. Il 21 febbraio 1998 con delibera n. 7 votata dal consiglio d'amministrazione l'Ipab «Orafanotrofi» chiede alla Regione Puglia di poter alienare il Sant'Anna; il 19 gennaio 1999 la Regione chiede al consiglio comunale di Lucera di esprimersi sulla possibilità di alienare il Sant'Anna. Il 23 marzo 1999 il consiglio comunale vota e concede la possibilità di alienare con 25 voti a favore e 5 astenuti. Altro avvenimento il 7 febbraio 2000: l'Ute fissa il prezzo del convento in 1.094.888,63 euro. Il 22 febbraio 2000 con delibera n.19 il consiglio d'amministrazione recepisce il parere dell'Ute. Il 26 giugno 2001 il consiglio di amministrazione dell'Ipab «Orfanotrofi Riuniti» con delibera n.19 vota per avviare il processo di alienazione. Il 29 agosto 2002 l'emissione bando pubblico per la vendita all'incanto del Sant'Anna in vari lotti. Il 19 settembre 2000 viene costituita la Scg (società di costruzioni generali) di San Severo con capitale sociale di 12.000 euro, soci: Luciano Gallucci amministratore unico con il 25; Mario Gallucci 20; Michele Ricci, 25; Savino Rubino, 20; Biagio Mansueto 10. Il 2 ottobre 2002 la Scg come unica partecipante all'asta si aggiudica la vendita con rialzo minimo previsto di 2.000 euro rispetto al prezzo dell'Ute ed acquista il Sant'Anna a 1.096.000 euro. Il 31 ottobre 2002 il sisma danneggia ulteriormente il San'Anna; il 24 gennaio 2003 la Soprintendenza regionale ai Beni Architettonici e del Paesaggio comunica all'Ipab il vincolo storico ed artistico e blocca l'iter di vendita che avrebbe dovuto portare all'alienazione in favore della Scg. Il 7 marzo 2003 l'Ipab con delibera n.6 sollecita la soprintendenza a riconoscere l'insussistenza del regime di tutela storica; il 25 giugno 2003 l'Ipab presenta ricorso al Tar contro la soprintendenza ed il Ministero ai Beni Culturali; il 7 luglio 2003 un non specificato funzionario compie l'ispezione richiesta dall'Ipab ed accerta l'assenza del vincolo «storico artistico». Siamo al 17 luglio 2003, quando la seconda sezione del Tar Puglia con una propria sentenza dà ragione all'Ipab, difesa da Agostino Meale di Bari, legale esperto di urbanistica. Nella stessa data la Soprintendenza, con un provvedimento a firma di Gian Marco Jacobitti, comunica all'Ipab l'assenza di vincolo ed il solo rispetto della vicina Cattedrale. Non è finita: il 14 gennaio 2004 l'alienazione avviene con atto di vendita a firma del commissario straordinario e quindi rappresentante legale dell'Ipab Donato Checchia e dell'amministratore unico della Scg Luciano Gallucci e, in parallelo, la Scg accende un mutuo di 4,5 milioni di euro e ipoteca il Sant'Anna. Dicitura del mutuo: «Per la ristrutturazione di un complesso immobiliare costituito da appartamenti ad uso civile, box auto e locali commerciali sito nel comune di Lucera e posto fra piazza Duomo e via D'Angicourt». Il 23 aprile 2004, ecco l'ordinanza sindacale che impone la messa in sicurezza del Sant'Anna. L'ultimo atto l'ordinanza sindacale che imponeva la messa in sicurezza della struttura, adiacente alla centralissima piazza Duomo