L'ESPOSIZIONE DI VICENZA GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON BANCA INTESA "PIù Stato e più privato" è la soluzione che Salvatore Settis individua per una corretta gestione dei beni culturali in Italia. L'affermazione chiude uno dei saggi introduttivi del catalogo della mostra "Restituzioni 2006. Tesori d'arte restaurati" allestita a Vicenza nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari (sino all' 11 giugno). L'esposizione costituisce in effetti un esempio di collaborazione: la Banca Intesa, a partire dalla fine degli anni Ottanta, ha promosso il restauro di opere mobili in accordo con gli organismi pubblici di tutela presenti sul territorio. Le opere d'arte restaurate sono state esposte a Vicenza e, dopo alcuni mesi, sono state ricollocate nella tradizionale sede di conservazione (museo, chiesa, palazzo storico). Dall'inizio dell'operazione più di cinquecento risultano le opere salvate. Guardiamo ora da vicino l'edizione 2006 della mostra, curata da Carlo Bertelli, che accoglie manufatti artistici provenienti dal Veneto, dalla Lombardia e dalla Città del Vaticano. Lungo il percorso espositivo s'incontrano opere che coprono un arco cronologico decisamente ampio, dal II secolo a. C. al XVI secolo, e assai diverse tra loro: reperti archeologici e sculture si alternano a dipinti di Gentile e Giovanni Bellini, Carpaccio, Tiziano, Tintoretto e Luca Signorelli per ricordare solo i pittori più noti. Molti di questi capolavori hanno avuto inoltre un'esistenza e vicende collezionistiche particolarmente interessanti che lo stesso restauro ha contribuito a ricostruire. Ci si limita a segnalare un'eccezionale Coppa di vetro, incisa a rilievo, con la rappresentazione di Daniele tra i leoni realizzata da un artista romano nel V secolo d. C, il fondo di un'altra Coppa sempre in vetro con la raffigurazione dell'officina di uno scultore, un dipinto di Vittore Carpaccio della collezione veneziana dei Grimani, e una tela con la Madonna col Bambino che il restauro ha consentito di attribuire a Tiziano.