ALGHERO. Nel corso di servizi di controllo degli ovili nella zona della riforma agraria della Nurra, (controlli svolti periodicamente nel quadro di attività di prevenzione), in un'operazione congiunta dei carabinieri delle stazioni di Santa Maria La Palma e Olmedo sono state rinvenute diverse anfore nell'abitazione di alcuni agricoltori. I reperti sono stati posti sotto sequestro e sono stati denunciati all'autorità giudiziaria i possessori delle anfore, A.P. e C.F., entrambi coltivatori diretti del luogo, per possesso illecito di beni culturali dello Stato. Del ritrovamento è stata informata la soprintendenza Archelogica di Sassari che procederà ora a verificare origini e valore storico culturale degli oggetti rinvenuti dai carabinieri nel casolare di campagna. I reperti sono un'anfora di terracotta chiara con manico a due becchi di 35 centime-tri, in larga misura ricostruita dopo il ritrovamento dei cocci. Sono infatti evidenti i segni del lavoro di restauro, anche se di tipo artigianale. È quindi possibile che siano trovati in un primo momento i cocci e successivamente ricostruito il vaso. Un'altra anfora, di 46 centimetri di altezza, in terracotta rossa, risulta più integra e appare evidente che è stata trovata in mare per la presenza delle tipiche incrostazioni marine che si creano dopo una lunga permanenza sui fondali. Tra i reperti anche due colli di anfora, una senza e l'altro con manici, entrambi di 24 centimetri. Il materiale archeologico è attualmente custodito nella caserma dei Carabinieri di via Don Minzoni, in attesa di essere prelevato dalla Soprintendenza Archeologica di Sassari. Non è la prima volta che in anonimi casolari di campagna vengono ritrovati reperti di grande valore storico che spesso finiscono nel mercato sotterraneo del traffico di beni archeologici.