Casa Urbani, il consigliere Melarangelo chiede di ultimare i lavori «Il materiale dell'archivio comunale in un capannone» Che fine farà Casa Urbani, ultimo edificio del '400 teramano sopravvissuto integro, di proprietà comunale, e a che punto sono i lavori per il suo restauro? A puntarvi l'attenzione è adesso il consigliere diessino Alberto Melarangelo. «In gran parte l'immobile è stato già recuperato - fa notare -, ma le tavole di legno, che ancora chiudono le finestre, e l'incertezza di quali siano le condizioni, in cui versano gli interni, fanno pensare che i lavori siano finiti fuori dall'agenda dell'amministrazione. Se si vuoi pensare davvero ad una nuova immagine del quartiere di Santa Maria Bitetto, restituendo ad esso vitalità, è impossibile non cominciare con il guardare alla necessità del completamento di questo ed altri lavori, come del Teatro popolare o della Casa dello studente. Per questo è importante, ora, saperne di più su slittamenti e ritardi ed avere la certezza di qualche data ipotizzata dall'amministrazione circa la riconsegna dei lavori. Importante anche sapere su quali idee si stia lavorando per il suo futuro utilizzo: la nostra proposta resta quella di pensare a Casa Urbani come un contenitore culturale, in sintonia con quelli che saranno i punti di forza del quartiere». E ancora Melarangelo pone poi l'accento sull'anomalia", che incuriosisce, dell'archivio comunale il cui materiale cartaceo è finito, pare, fuori città, conservato a Mosciano in un apposito capannone. «Un altro pezzo di città che si perde per strada - sottolinea -. Opportuno mettere i faldoni al sicuro in un luogo idoneo così come lo è la scelta di averli tolti da dove si trovavano, ma si tratta di un passaggio poco gradito a molti, a cominciare dallo studioso che non ha più, in città, la possibilità di consultarli nell'immediato. Eppure ci sarebbero state altre soluzioni su cui orientarsi, come ad esempio l'ultimo piano del museo archeologico». Getta acqua sul fuoco l'assessore Fernando Cantagalli: si tratta semplicemente di un nuovo servizio curato dalla società che cura l'informatiz-zazione dell'archivio. Appena 24 ore e lo studioso potrà consultare quanto richiesto. Del resto, è la puntualizzazione, una scelta analoga ha fatto la Provincia anche con pratiche correnti e, in parte, Procura ed Archivio di Stato. Senza contare, rileva l'assessore al Bilancio, che questa scelta costa meno del personale che altrimenti sarebbe chiamato ad averne cura.