Chiesto l'accesso a tutti gli atti relativi agli scavi eseguiti nel cantiere di via Savini TERAMO A rischio il patrimonio archeologico della città. L'associazionme culturale Teramo Nostra ha inviato un esposto, a firma del presidente Piero Chiarini e del direttore artistico Sandro Melarangelo, per chiedere alla Sovrintendenza Archeologica di Chieti, di poter accedere «ad ogni e qualsiasi atto , di qualunque forma esso sia(tra cui saggi e diari di scavo, fotografie, rilevamenti, indagini geo-magnetiche, autorizzazioni, prescrizioni, ordini) riguardante sia l'attività svolta direttamente o indirettamente sul cantiere edile sito in via Savini di fronte alla Camera di Commercio». La preoccupazione di Teramo Nostra nasce «anche a seguito si legge nel testo dell'esposto sottoscritto da Chiarini e Melarangelo e che è stato inoltrato anche al Sovrintendente regionale de L'Aquila, alla Direzione dei beni archeologici di Roma e al sindaco di Teramo Gianni Chiodi dei danneggiamenti della domus romana rinvenuta nel cantiere dell'ex area Lisciani». Una preoccupazione reiterata «per quanto sta accadendo in via Savini sui reperti archeologici rinvenuti durante l'esecuzione degli scavi di un cantiere di edilizia privata». L'intento di Teramo Nostra è quello di ottenere, sempre in merito alla costruzion-me in via Savini, «una rappresentazione dei fatti obiettiva, completa ed esaustiva per poter eventualmente intraprendere ogni più opportuna azione necessaria ed opportuna per la tutela e la salvaguardia dei beni archeologici rinvenuti».
Reperti archeologici sempre più a rischio. Un esposto dell'associazione culturale Teramo Nostra alla Sovrintendenza di Chieti
L'associazione culturale Teramo Nostra ha inviato un esposto alla Sovrintendenza Archeologica di Chieti chiedendo l'accesso ad ogni atto relativo agli scavi eseguiti nel cantiere di via Savini a Teramo. La preoccupazione è per i danneggiamenti della domus romana rinvenuta durante gli scavi. Teramo Nostra vuole ottenere una rappresentazione obiettiva e completa dei fatti per tutelare e salvaguardare i beni archeologici. L'esposto è stato inviato anche al Sovrintendente regionale de L'Aquila, alla Direzione dei beni archeologici di Roma e al sindaco di Teramo.
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