Insieme a Roma, il capoluogo piemontese sarà 'Capitale Mondiale del Libro' per un anno. Un programma al via la settimana prossima, ricco di iniziative culturali e appuntamenti con la lettura Dopo essere stata incoronata regina dei Giochi Olimpici Invernali per il 2006, Torino sarà ancora superstar: questa volta come Capitale Mondiale del Libro, insieme a Roma. Un titolo attribuitole dall'Unesco (e già appartenuto a diverse città, visto che l'iniziativa ha preso il via nel 2000 con Madrid), che Torino manterrà dal 23 aprile prossimo, Giornata Mondiale Unesco del Libro e del Diritto d'Autore, fino al 22 aprile 2007, quando il testimone passerà a Bogotà. Si tratta di un riconoscimento importante, arrivato in un momento particolarmente felice per la città, che brilla ancora dei bagliori e dell'entusiasmo accesi dai recenti Giochi. Si comincia il 22 aprile con un "aperitivo": il P a 1 a I s o z a k i, struttura creata dall'architetto giapponese Arata Isozaki per l'hockey olimpico, accoglierà una serie di iniziative, con tanti ospiti, tra cui Alessandro Baricco, Michele Serra, Vinicio Capossela, Moni Ovadia, Marco Paolini. Poi il 23, data dell'inaugurazione di Torino Capitale, ancora appuntamenti con reading e cultura, ma non solo: il sound ipnotico e trascinante dei Subsonica, le sonorità calde e dense di percussioni dei Mau Mau, e l'energia di tante altre band, faranno da filo conduttore ad una serata, "Volumi all'idrogeno", che mutua il titolo da un romanzo e strizza l'occhio all'energia pulita (verranno utilizzati generatori ad idrogeno per alimentare parte della struttura scenica). Nel corso dell'anno, tanti saranno gli appuntamenti per celebrare la lettura e, più in generale, la cultura, che coinvolgeranno il capoluogo piemontese, in un rapporto di collaborazione con Roma, e si estenderanno su tutto il territorio nazionale. Primo fra tutti, in ordine temporale, la Fiera Internazionale del Libro, appuntamento tradizionale che si terrà a Torino dal 4 ali'8 maggio, inserito quest'anno nell'ambito di Torino Capitale. Il 29 maggio poi partirà dalla Sicilia il Grand Re-tour, rivisitazione del viaggio in Italia di ottocentesca memoria, che toccherà fra le sue 14 tappe ovviamente Torino. Struttura essenziale di questo anno di iniziative e humus da cui prenderanno vita incontri ed eventi culturali, è 'II Linguaggio dei Segni', progetto ideato dalla Fondazione perii Libro, la Musica e la Cultura che curerà il programma di Torino Capitale. Abbiamo chiesto a Rolando Picchioni, presidente della fondazione, di spiegarci di cosa si tratta. «Il Linguaggio dei Segni è il progetto grazie al quale l'Unesco ha assegnato a Torino il titolo di Capitale Mondiale del Libro. La città è divisa in dieci circoscrizioni e a ciascuna di esse abbiamo attribuito, nell'ambito del progetto, un segno di interpunzione: la virgola, il punto interrogativo, i due punti, e cosi via. Questi segni evocano un'infinità di terni, che saranno lo spunto per organizzare incontri ed eventi in un contesto suggestivo». Insomma: avranno reading, mostre e incontri con gli autori su e giù per l'Italia lo stesso stupefacente effetto che il curling, disciplina sportiva quasi sconosciuta fino all'avvento delle Olimpiadi, ha avuto sugli spettatori dei Giochi Invernali? E riusciranno a trasformare lo svogliato lettore italiano fotografato da ricerche e sondaggi degli ultimi anni in un appassionato fruitore di libri? Chissà. Sicuramente uno degli obiettivi del programma è proprio quello di promuovere la lettura. «Tra le iniziative della Fiera del Libro -conclude Picchioni - ce n'è una in particolare, dedicata ai giovani dai 15 ai 19 anni. Una delle categorie più difficili da conquistare alla lettura».