POLEMICA FA DISCUTERE L'UTILIZZO DEL CASTELLO RESTAURATO: OLTRE AL MUSEO DEL GESSO, SI VUOLE OSPITARE ANCHE L'ENOTECA Moncucco divisa tra freisa e gesso . «L'Astigiano soffre della sindrome da "vinificazione" della cultura». A sostenerlo è l'archeologa Enrica Fiandra, ex ispettore centrale del ministero dei Beni culturali e attuale presidente del Ciraas, il centro internazionale ricerche archeologiche, antrologiche e storiche con sede a Bagnasco di Montafia. La polemica sollevata dalla studiosa ha un obiettivo preciso: la destinazione del castello di Moncucco Torinese. L'edificio, appena restaurato con i fondi di Torino 2006 (650 mila euro), non solo ospiterà il «Museo del gesso», ma aspira a diventare anche sede dell'Enoteca regionale del Freisa. «La Regione - dice Fiandra - ha stanziato soldi per ristrutturare tre piani del maniero da destinare al museo dei soffitti in gesso, non per fare un'esposizione di vini locali». Continua l'archeologa: «Mi sembra che in Piemonte siano già troppo numerose le Enoteche, anche rispetto alle produzioni vitivinicole. Nel Nord Astigiano poi, non ci sono quasi più vigne e i produttori fanno già riferimento alla Cantina sociale di Castelnuovo Don Bosco». E aggiunge: «Per contro nella zona mancano strutture museali per conservare la memoria e il passato dei nostri paesi e che potrebbero diventare punti di attrazione turistica, come il museo di Mamma Margherita appena inaugurato a Capriglio». Una posizione che non trova d'accordo il sindaco di Moncucco Gianpaolo Fassino che replica: «Dal momento che nel castello ci sono un centinaio di locali, ci sarà posto sia per il museo che per l'Enoteca. Di più: gli ambienti saranno contigui, ma ben separati così non si corre il rischio che si disturbino. L'Enoteca avrà il suo pubblico, la struttura museale un altro». Prosegue il primo cittadino: «Crediamo anzi che i due aspetti si sposino bene nello stesso edificio in un'ottica di valorizzazione di un territorio e delle sue manifestazioni culturali». E annota: «Sarebbe meglio che la dottoressa Fiandra venisse a informarsi in Comune, perché nessuno ha toccato il progetto iniziale del museo. Ricordo inoltre che tutti i passaggi nella destinazione d'uso dei locali vengono prima discussi e condivisi con la Regione». Il museo dovrebbe essere inaugurato a breve. Oltre all'esposizione di soffitti e altri manufatti in gesso, i visitatori potranno conoscere le fasi di lavorazione del materiale, oltre all'impiego nell'edilizia rurale nel Monferrato. L'idea di realizzare una struttura museale dedicata al gesso risale ai primi Anni 90. Insieme a Enrica Fiandra, ha lavorato al progetto scientifico l'architetto Marina Cappellino di Cocconato, ora direttore del museo. Impegnati anche i professionisti Corrado Corradino (ricerca storica) e Gianni Chiaramello (restauro dei locali). Teresa Rossi e Mira Rossi si stanno occupando dell'allestimento museale. Il sindaco di Moncucco Torinese Gianpaolo Fassino all'interno del castello
MONCUCCO TORINESE Scontro tra l'archeologa Enrica Fiandra e l'Amministrazione comunale
L'archeologa Enrica Fiandra, presidente del Ciraas, ha sollevato una polemica sull'utilizzo del castello di Moncucco Torinese, che è stato restaurato con fondi di Torino 2006. Il castello, che ospiterà il Museo del gesso, potrebbe anche diventare sede dell'Enoteca regionale del Freisa. Fiandra sostiene che ci sono già troppi enoteche in Piemonte e che la zona Astigiana non ha strutture museali per conservare la memoria del passato. Il sindaco di Moncucco, Gianpaolo Fassino, replica che ci sarà posto per il museo e l'Enoteca, e che i due aspetti si sposano bene nello stesso edificio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo