Il Comune affida la gestione della aree archeologiche Canosa e il suo notevole patrimonio archeologico, attrattiva di numerosi turisti e orgoglio di tutti i cittadini. In materia archeologica rilevante è sempre stato l'appoggio e il contributo della fondazione archeologica canosina che sin dal 1993 ha lavorato per valorizzare il patrimonio archeologico di Canosa e che dal 2002 ha stipulato con l'amministrazione Ventola un protocollo d'intesa attraverso il quale il comune aderiva in qualità di socio benemerito e partecipante della Fondazione. Oggi l'amministrazione comunale e Fondazione archeologica canosina sono ancora «insieme» per valorizzare il ricco patrimonio storico, archeologico e culturale di Canosa. È stata infatti approvata dal consiglio comunale la sottoscrizione di un «contratto di servizio» tra il comune e la Fondazione per la gestione dei siti archeologici. Previsto nel bilancio 2006 del comune un finanziamento di 60mila euro. I siti che il comune affiderà alla Fondazione sono: Ipogei Lagrasta, Ipogeo Varrese, tempio italico e basilica di San Leucio con annesso antiquarium, battistero San Giovanni, area archeologica di San Pietro e il castello. «Con questa alleanza - ha detto Sabino Silvestri, presidente della Fondazione archeologica canosina - si dà alla fondazione lo strumento per poter operare sul territorio l'afflusso di turisti non solo ai monumenti, alle aree archeologiche e ai musei ma anche ad interagire con tutte le realtà del territorio». «La Fondazione inoltre cercherà di stipulare un contratto di servizio anche con le Soprintendenze dei Beni Archeologici, in modo da proporre ai turisti almeno cinque percorsi tematici sul territorio che riguardano le varie fasi storiche della nostra città», ha continuato Silvestri. Gli itinerari previsti sono: Itinerario generale (che comprende la visita ai monumenti più importanti delle varie età), «dauno» (IV-II secolo avanti Cristo), «romano» (dal I secolo avanti Cristo e I secolo dopo Cristo), «paleocristiano» (IV dopo Cristo), e «medievale» (anno 1000). «In questo modo - ha aggiunto Silvestri - all'interno della struttura museale che si sta realizzando attraverso il progetto "Polo Museale territoriale Puglia Imperiale" di cui il Comune è capofila, il progetto di fruizione delle aree archeologiche potrebbe seguire due linee: la prima è quella di realizzare musei diffusi su l'intero territorio attraverso il recupero dei palazzi storici (palazzo Fracchiolla Minerva, palazzo Iliceto, palazzo Casieri, palazzo Sinesi, l'antiquarium annesso a San Leucio e l'antiquarium annesso al Castello) da utilizzare come sedi museali di mostre tematiche periodiche; la seconda, quella di realizzare un solo museo ma di rilevanza nazionale, di almeno 5mila metri espositivi, la cui realizzazione potrebbe essere collocata nell'ambito della sesta Provincia pugliese».