Il sindaco sta pensando di allestire una rassegna in città di arte moderna utilizzando la straordinaria collezione di Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre Intanto in Salone è stato montato un pendolo di Focault per mostrare come avviene il movimento di rotazione terrestre Un Moma in miniatura anche a Padova. L'idea di copiare il Museum of Modern Art di New York è balenata al sindaco Flavio Zanonato, dopo che ha visto la straordinaria collezione di arte moderna di Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre e titolare della delega alle Attività Produttive nel Comune di Venezia. Il primo cittadino si è recato a Camponogara insieme a una delegazione di soggetti che a Padova si occupano di Cultura, tra cui Monica Balbinot, assessore appunto alle Attività culturali, Alessandra De Lucia, dirigente del settore, Davide Banzato, direttore dei Musei Civici, e Luigino Gennaro responsabile dell'Edilizia Monumentale. «Siamo rimasti strabiliati - ha sottolineato il sindaco - perché non immaginavamo neppure lontanamente che questa collezione fosse così ricca. Probabilmente è una delle più importanti d'Europa, con i suoi seicento pezzi. Bortolussi per tutta la vita ha messo insieme oggetti degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, che ora sono custoditi in capannoni: sedie, divani, tavoli, soprammobili e quant'altro si possa immaginare». Ma come mai se ne interessa Padova e non Venezia? «Semplicemente - ha risposto Zanonato - perché in laguna finirebbe per essere sommersa dalle mille altre mostre ed esposizioni che ci sono. Da noi, invece, potrebbe essere oggetto di una mostra permanete che potrebbe essere allestita per esempio in un'ala di Palazzo Zuckerman, oppure anche in un capannone industriale, che si addice al tipo di oggetti da esporre. Ci stiamo pensando, e nei prossimi giorni parleremo ancora con Bortolussi che comunque ci è parso pronto a metterci a disposizione tutte queste meraviglie. Per quanto mi riguarda, ho avuto la sensazione di ripercorrere indietro nel tempo una cinquantina d'anni, rivedendo tante cose che mi hanno riportato piacevolmente al passato». Flavio Zanonato ha poi presentato il pendolo di Focault che è stato montato all'interno del Salone perché i cittadini, e soprattutto le scolaresche, possano avere una prova sperimentale del movimento di rotazione della Terra. C'è una sfera in alluminio e ferro del peso di 13 chilogrammi, che è appesa a un punto fisso della volta mediante un filo di acciaio lungo 20 metri, con un anello di Charron che provvede a contenere l'ellitticità del moto pendolare. Lo smorzamento dell'oscillazione, dovuto a fenomeni dissipativi, è annullato da un campo magnetico pulsato, prodotto da un elettromagnete posto al centro della piattaforma sottostante, e che attrae la sfera durante i quarti di periodo in cui essa si avvicina al centro. Un sensore ottico al centro della piattaforma fornisce il segnale che spegne il campo magnetico al passaggio del pendolo. Altri sensori ottici posti lungo un cerchio misurano la velocità radiale, mentre l'arco di led accesi si allunga man mano che il piano ruota e quando quest'ultimo ha compiuto un giro completo (360 gradi) tutte le luci si spengono e il processo ricomincia. Dato che la velocità angolare della rotazione del piano di oscillazione a Padova è inferiore a quella della rotazione terrestre (256 invece che 361 gradi al giorno), l'istante in cui il pendolo oscilla nella direzione Est-Ovest (la direzione dei paralleli) è diverso ogni giorno, e quindi la traccia di led ha diversa lunghezza alla medesima ora del giorno, in giorni diversi. «Al Polo Nord o Sud - ha spiegato il sindaco - compie un giro ogni 24 ore, mentre qui di ore ce ne vogliono 34».Il primo cittadino ieri ha fatto anche il punto sulla Zip, alla luce del fatto che il 20 aprile prossimo ci sarà l'assemblea dei soci per l'approvazione del bilancio. Come è noto in tempi stretti si dovrà procedere anche con la nomina del presidente. «Penso che troveremo facilmente un'intesa - ha osservato Zanonato -. Il problema grosso della Zip è un altro cioè ripensare ai suoi obiettivi: era nata, infatti, con il compito di effettuare gli espropri per trovare gli spazi destinati ai capannoni e ora questa funzione è venuta meno. C'è bisogno, quindi, di ripensare a una nuova funzione». Zanonato ha concluso affermando che vede molto bene l'arrivo di nuovi alberghi in città come l'Holiday Inn ad Altichiero e l'Hotel del Boscolo Group in via San Marco: «Si tratta - ha segnalato - di strutture che sono in grado di inserire Padova all'interno dei pacchetti turistici. Ciò significa incrementare l'arrivo di gente, con l'indotto che ne consegue». Ni.Co.