Vorrebbe realizzare un mega porto turistico ma l'arcipelago fa gola anche ad altre società Il Principe è tornato e s'è ributtato nella mischia. Pronto alla guerra anche se sa bene che la vetta dell'arte militare - come diceva Sun Tzu - si raggiunge quando la vittoria arriva senza combattere. Per questo Karim Aga Khan ha scelto da subito di giocare a carte scoperte facendo abilmente affiorare alcuni particolari dei suoi progetti per la Maddalena e Santo Stefano, giocando d'anticipo e precipitandosi a Cagliari alla corte del governatore Renato Soru, per dire sì, «sono pronto a ricominciare». Sfumato il piano di sviluppo della Costa Smeralda, racchiuso in quel Master Plan (migliaia di metri cubi di case da sogno e hotel) messo in freezer per decenni dalla Regione sarda, il capo ismailita aveva deciso di chiudere la sua avventura con la Sardegna, dirottando gli investimenti attraverso la Akfed, banca d'affari con sede a Ginevra, in altre parti del mondo. Il suo paradiso esclusivo e patinato costruito dal 1962 - 55 chilometri di ville e alberghi esclusivi realizzati dai più grandi architetti del mondo - è ormai passato all'americano Tom Barrack e lui, che ha tenuto solo la presidenza della compagnia aerea Meridiana e quella del selezionatissimo Yacht Club di Porto Cervo, qualche mese fa ha deciso di rilanciare, spostandosi però a nord, alla Maddalena e a Caprera dove la Marina americana, come ha annunciato Donald Rumsfel, ha deciso di andar via (la ritirata dovrebbe terminare nei primi mesi del 2007). Dettaglio importante: non si può fare turismo, almeno il turismo che intende l'Aga Khan, accanto a sottomarini nucleari e con il rischio di un allarme rosso. L'abbandono dei marines e le dismissioni di vaste aree demaniali hanno riaperto la partita, il Principe ha fiutato l'occasione e s'è rituffato nell'avventura. Ha schierato con pazienza le truppe, ha cominciato a tessere alleanze, ha sondato sempre con grandissima discrezione l'ambiente politico sardo, ha fatto cambiare idea persino al governatore Soru che durante la campagna elettorale aveva detto di attendere l'Aga Khan «come turista» (contestando il modello Costa Smeralda) e che oggi lo definisce «l'imprenditore più coraggioso che io conosca in Sardegna». Suo amico di lunga data è l'ex presidente della Regione Mariolino Floris - oggi all'opposizione - che anni fa cercò di coinvolgere il Principe come super consulente per il turismo. Non se ne fece nulla, ma la stima è rimasta intatta. Battaglia vinta? La strada è spianata, ma non basta. C'è da superare un primo, insidioso scoglio: la gara internazionale per affidare i beni che dovrebbero passare al ministero della Difesa e infine - e qui ci sono ritardi - alla Regione. Il secondo è quello della concorrenza: oltre al Principe, in quell'arcipelago di isolette e coste dove Gillo Pontecorvo girò «La grande strada azzurra», con Yves Montand e la sceneggiatura del maddalenino Franco Solinas, ha messo gli occhi anche il Gruppo di intervento economico europeo che fa capo al colosso della nautica Rodriguez, sede a Cannes e presidente Jean-Marie Barbero. Un emissario, Walter Di Magli, ha già avuto contatti con il Comune di La Maddalena guidato da Angelo Comiti (Lista civica). Nella gara, tuttavia, potrebbero inserirsi anche altri gruppi internazionali (si parla di russi e americani) e la concorrenza a questo punto sarebbe spietata. In ballo c'è innanzitutto la riqualificazione di un ex arsenale militare e diverse caserme: 13 ettari e 110 mila metri cubi (costruzioni da buttare giù o ristrutturare) attualmente in mano al Ministero della Difesa. Sia l'Aga Khan che Barbero vorrebbero realizzare un articolato polo cantieristico per yacht e attorno strutture ricettive (un residence, un hotel e un anfiteatro all'aperto e locali commerciali). Il Principe pensa a una società mista (capitale 200 milioni di euro), dove il pubblico entrerebbe con il valore di mercato di terre e volumetrie (circa 50 milioni, 25 per cento delle quote). L'Aga Khan prevede anche a tre banchine per una copertura - una volta affittati o venduti i posti barca - di uno specchio acqueo pari a 70 mila metri quadrati. Garanzie richieste? Una concessione demaniale di 35 anni, rinnovabili automaticamente. Come contropartita è previsto il riassorbimento dei 160 civili (su questo aspetto Soru e il Comune si sono mostrati molto sensibili) che ancora lavorano nell'arsenale. Il gruppo del presidente Barbero prevede invece una riduzione delle cubature (meno 10 per cento), cantiere navale e una marina con hotel, case e negozi. Oltre che la possibilità di ospitare panfili più piccoli. E per ora non lancia proposte sulle ex caserme (Favarelli e Sauro), né sull'area dell'ospedale. Dove invece l'Aga Khan ha fatto un veloce sopralluogo. Ha un progetto per realizzare una università per super manager dove attualmente c'è la scuola sottufficiali e della struttura sanitaria un centro di riabilitazione traumatologica e oasi di benessere aperto tutto l'anno. Poi - e non è un dettaglio irrilevante - c'è la partita dei villaggi in corso di costruzione (migliaia di metri cubi). Cantieri congelati dagli Usa dopo l'annuncio di addio. A chi andranno?
LA MADDALENA L'Aga Khan in guerra con russi e francesi per la Maddalena
Il Principe Karim Aga Khan ha deciso di ritornare a Sardinia per realizzare un mega porto turistico sulla Maddalena e Santo Stefano. Ha già iniziato a tessere alleanze e ha sondato l'ambiente politico sardo. Il suo piano prevede la creazione di un polo cantieristico per yacht e strutture ricettive, con una società mista di 200 milioni di euro. Ha richiesto una concessione demaniale di 35 anni e il riassorbimento dei 160 civili che lavorano nell'arsenale. Altri gruppi internazionali, come il Gruppo di intervento economico europeo, sono anche interessati a realizzare progetti sulle isole.
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