Chi lo conosce non ha dubbi sul fatto che, al momento della votazione, Ferdinando Adornato lascerà a qualche suo vice la presidenza della commissione cultura della camera. Già perché a breve 1'organismo da lui diretto dovrà esprimere un parere sullo schema di decreto ministeriale predisposto da Giuliano Urbani, titolare dei beni culturali, per finanziare fondazioni e istituti considerati degni di un sostegno statale. Ebbene, fra gli organismi ammessi ai contributi, c'è anche la fondazione Liberal, fondata da Adornato nel 1995 intorno all'omonimo periodico (ora bimestrale), un think tank, a prevalenza di centro destra, che ha mezzo governo nel suo comitato scientifico (ci sono Antonio Martino, Antonio Marzano, Giulio Tremonti, Franco Frattini, Mario Baldassarri e lo stesso Giuliano Urbani), ma anche il presidente del Senato Marcello Pera e il suo vice Domenico Fisichella, oltre che due consiglieri della Rai, Martello Veneziani e Giorgio Rumi. Alla fondazione Liberal, nel riconoscimento del lavoro svolto sviluppando «il dibattito e la comunicazione attraverso i mass-media nel rispetto della persona, della famiglia e della comunità civile», andranno 60 mila euro l'anno, il massimo riconosciuto alle new entry. Nel pacchetto delle 24 istituzioni inserite per la prima volta nella lista ministeriale, Liberal non è però l'unico pensatoio del centro destra ad essere rappresentato, c'è anche l'Osservatorio parlamentare, centro studi ideato dal viceministro per il commercio estero, Adolfo Urso, insieme a Roberto Formigoni. L'associazione edita anche Charta minuta, il periodico di dibattito politico diretto dallo stesso Urso. L'osservatorio però otterrà la quota minima riconosciuta ai debuttanti, 23.234 euro l'anno. Lo stesso contributo dell' associazione presieduta da Adornato è stata invece riconosciuta alla fondazione Rosselli di Torino, istituto storico di ispirazione laica, fondato nel 1988 da Aldo e Maria Rosselli, con Giuliano Amato, Sandro Pertini, Norberto Bobbio, Giovanni Spadolini e l'onnipresente Urbani. Sempre a Torino opera la Fondazione istituto piemontese Antonio Gramsci, nata come filiazione dell'omonimo istituto legato al Pci, ma poi avviatasi su un percorso autonomo. Al Gramsci torinese andranno 50 mila euro l'anno. Scartate, per motivazioni diverse, sono state invece la fondazione Ugo La Malfa (non svolge un'attività continuativa da oltre cinque anni), le fondazioni Ignazio Silone e Amedeo Bordiga (sono sotto la vigilanza di altri ministeri), come anche le fondazioni La Pira (attività solo celebrativa e bilancio in disavanzo) e Carlo Levi (si limita a conservare l'archivio dello scrittore). Promosso invece il centro studi Feliciano Rossitto di Ragusa. Ai tempi del precedente ministro, Giovanna Melandri, la sua attività era stata considerata di esclusivo interesse locale, e quindi non meritevole di finanziamento, ora Urbani ne ha invece celebrato gli studi e le ricerche «di storia, economia, politica e letteratura sulla base del pluralismo degli apporti culturali».. Ed ammessi per la prima volta nell'empireo degli istituti culturali da sostenere e valorizzare anche la fondazione Verga di Catania, l'Accademia italiana della cucina di Milano, la Società filologica friulana di Udine, l'Accademia dei fisiocritici di Siena, il centro internazionale Eugenio Montale di Roma. In totale, tra nuovi ingressi e conferme, le organizzazioni ammesse ai contributi sono 167 e si divideranno nel triennio 2003-2005 poco più di 8,7 milioni di euro, quasi 2 milioni in meno rispetto ai 20 miliardi di lire distribuiti nel triennio precedente da Melandri, colpa dei tagli del ministro dell'economia, Giulio Tremonti, che ha sforbiciato di un bel 16 le dotazioni di Urbani, taglio riprodotto quindi nella ripartizione dei finanziamenti. In testa rimane comunque la Giunta centrale per gli studi storici (370.000 ), seguita dalla fondazione Einaudi (250.000 ), dall'Istituto storico per il Medioevo di Roma e dal Museo di storia della scienza di Firenze (215.000 ),l'Accademia della Crusca (210.000 ),l'istituto Luigi Sturzo (195.000 ), la fondazione Basso (190.000 ), la fondazione Giangiacomo Feltrinelli e l'istituto Gramsci (170.000 ). Più staccati la fondazione Ugo Spirito (60.000 ) e il centro di iniziativa giuridica Pietro Calamandrei (45.000 ).
Urbani premia Adornato e Urso
Il ministro dei beni culturali Giuliano Urbani ha annunciato che il governo finanzierebbe 167 istituti culturali, tra nuovi e confermati, con un budget di 8,7 milioni di euro nel triennio 2003-2005. La fondazione Liberal, fondata da Ferdinando Adornato, sarà una delle organizzazioni a ricevere il massimo contributo di 60 mila euro all'anno. Altri istituti che riceveranno finanziamenti sono la fondazione Rosselli, la fondazione Verga, l'Accademia italiana della cucina e la Società filologica friulana. Il governo ha scartato la fondazione Ugo La Malfa e altre organizzazioni per motivi diversi.
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