Giulia Maria Mozzoni Crespi è Presidente del Fai (Fondo Ambiente Italiano), Fulco Pratesi è Presidente del Wwf Italia La Presidenza della Repubblica ha posto la propria firma al decreto legislativo sulla delega ambientale. Il Fai e il Wwf constatando questo «atto dovuto» da parte del Presidente Ciampi, ribadiscono la loro posizione storica sul decreto: il Governo si è preso la responsabilità di creare un impianto giuridico le cui conseguenze saranno estremamente onerose per il «sistema Italia». Questo provvedimento è già nel mirino dell'Unione Europea e di quello delle Regioni, mai coinvolte nella stesura, che minacciano il ricorso alla Corte Costituzionale. La voce delle associazioni, delle Regioni, del mondo scientifico, accademico e perfino del settore delle imprese non è stata ascoltata. «Da oggi ognuno si prenderà le proprie responsabilità mentre faremo il possibile per mitigare gli effetti disastrosi che essa produrrà sull'ambiente», hanno dichiarato le associazioni. Il Fai e il Wwf fanno da ora un appello a chi sarà chiamato a governare nei prossimi anni affinchè faccia quanto in suo potere per sospendere gli effetti del provvedimento in attesa che si arrivi alla redazione di un testo responsabile e condiviso che tuteli seriamente la salute e l'ambiente. Sul decreto legislativo sulla delega ambientale e sugli effetti catastrofici che esso produrrà è stato detto già tutto. La testimonianza di quanto potrebbe accadere, dalla deregulation dei rifiuti alla gestione fuori tutela delle acque, dei siti da bonificare, e dei danni quelli già prodotti, come la condanna da parte della Commissione europea delle norme già applicabili che contrastano le regole europee in materia di rifiuti, è visibile per chiunque sui nostri siti www.wwf.it http:www.wwf.it e www.fondoambiente.it.
Salute e ambiente: tutela in pericolo
Il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto legislativo sulla delega ambientale. Il Fai e il Wwf constatano che il provvedimento è già nel mirino dell'Unione Europea e delle Regioni, che minacciano il ricorso alla Corte Costituzionale. Le associazioni, le Regioni, il mondo scientifico e le imprese hanno una voce non ascoltata. Il Fai e il Wwf fanno un appello a chi governa nei prossimi anni per sospendere gli effetti del provvedimento. Il decreto potrebbe produrre effetti disastrosi sull'ambiente. Il Fai e il Wwf hanno già pubblicato testimonianze sulle conseguenze del provvedimento.
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