MAGGIO, finisce l'epoca del commissario, Salvatore Nastasi resterà come consigliere di amministrazione. Il Comunale avrà da oggi un cda, con solo cinque dei 7 membri (mancano quelli del consiglio regionale) , ma nel pieno delle sue funzioni. Stamani la ratifica del sovrintendente dei prossimi quattro anni, Francesco Giambrone, e il via al direttore artistico, Paolo Arcà. Per la prima volta, Nastasi racconta i suoi 221 giorni da commissario. «Il giorno peggiore? Quando ho capito che avrei dovuto tagliare drasticamente la produzione del2006: non c'erano alternative. Il migliore il 17 marzo, la firma con Cgil, Cisl e Uil dell'accordo sindacale. Mi ha colpito ed emozionato la responsabilità e l'amore per il Teatro di questi sindacati». Vendendo l'ex Longinotti si è risanato il bilancio 2005. E il 2006? «L'operazione è conclusa. Il bilancio 2006 usufruirà maggiormente del beneficio di questa vendita. Per i problemi strutturali, bisogna aspettare l'esito dell'uscita volontaria dei lavoratori, secondo l'accordo: piùsaranno e più diminuirà il deficit strutturale che ricomparirà inevitabilmente dal 2007». Girano voci di consulenze d'oro. «Ma per piacere... Giambrone ha chiesto, e mi sembra pacifico, un direttore operativo di sua fiducia, che avrà un compenso da contratto, ed un segretario personale, costo 1.500 euro al mese». Commissario, e il suo incarico, quanto vale? «Zero euro: ho lo stipendio da funzionario». Torniamo agli accordi sindacali: la Fials non ha firmato l'accordo. «Credo di aver dimostrato comprensione e disponibilità, nella trattativa, per le loro richieste: al dunque si sono tirati indietro. Penso che il loro rifiuto sia dettato solo da motivi di principio: non si risolvono così i problemi del Maggio». Da commissario a membro del cda per i privati. «I rapporti con i soci bancari sono stati subito basati su una buona intesa. Hanno chiesto di vederci chiaro. Dopo la presentazione del bilancio preventivo 2006 ed attraverso le notizie che gli arrivavano dal Teatro la fiducia è cresciuta. La candidatura credo sia nata in modo naturale dopo una serie di incontri e soprattutto, dopo la decisione dell'Ente Cassa di destinare un ragguardevole impegno finanziario al Piano di rilancio». Rimane nel Maggio, ma non in quota della politica: per evitare etichette? «I funzionari pubblici non hanno e non devono avere schieramenti. Mi è molto dispiaciuto che qualcuno mi abbia tirato la giacca». Ha lavorato nel gabinetto del ministro Melandri: centro sinistra... «Ho cominciato da lì. Quando è arrivato Urbani al ministero sono diventato direttore generale dello spettacolo dal vivo. Poi Buttiglione mi ha nominato al Maggio». E subito un'ottima intesa con il sindaco Domenici: Nastasi, un uomo per tutte le stagioni? «E' offensivo dire una cosa del genere ad un funzionario pubblico! I servitori dello Stato lavorano al meglio qualunque sia il referente politico. Andare umanamente d'accordo con un sindaco molto sensibile sui problemi del teatro non credo sia un peccato». L'hanno indicata in quota An. «Spero non lo sappia mio padre: ha diretto la Cgil in Banca d'Italia» Ora ci sono Giambrone ed Arcà: ma c'è polemica per l'addio di Mazzonis. «Mazzonis e Tangucci sono due bravi professionisti. Ma credo che non si possa lavorare anni e anni nello stesso posto, così come non sono mai riuscito a capire la necessità di una doppia direzione artistica di fatto. Si è deciso semplicemente di non rinnovare i contratti in scadenza: nessuno è andato via, nessuno si è dimesso. Non facciamo martiri: due eccellenze escono, due ne entrano». Prevede ripercussioni sul pubblico? «Al prossimo Festival registreremo il tutto esaurito...»