IN RETE I siti di denuncia e controllo La controinformazione in forma di sito internet affiora anche nei beni culturali, sì dà un discreto daffare e si rivela quanto mai utile: perché mette a disposizione di tutti documenti e leggi, riporta o tiene a galla magagne passate sui giornali che presto vengono dimenticate o che resterebbero confinate in confini locali. Ci sono infatti siti che si occupano di arte e della sua salvaguardia (quasi veniva di dire «salvezza»). Qui, diciamolo subito, contiamo chi vive solo in rete, non quelli delle associazioni tipo Italia Nostra né, ovvio, quelli istituzionali del ministero. Navigando navigando il primo approdo è quello di www.patrimoniosos.it Con sede a Pisa, idealmente affine alla lezione del direttore della Scuola Normale Settis, già nel nome dichiara il taglio battagliero. È un gruppo - ora associazione - di persone esperte in arte e legislazione nato nel 2002 contro la famigerata Patrimonio Spa, la società che doveva vendere pezzi dello Stato. Lancia in rete gli articoli dei giornali (è la sezione più frequentata), pubblica decreti e leggi rendendone facile il ripescaggio, segnala «beni in svendita», inclusi quelli di enti locali di cui a volte è diffìcile sapere, dà i comunicati propri e di associazioni vicine come Legambiente o Wwf. Dall'impaginazione chiara e facile, non ha finanziamenti e un bel riscontro: a marzo ha contato 27350 visite da altrettanti computer (ma se da un'azienda si collegano in 2, 3, 4 o più, resta conteggiato un collegamento), 141 mila pagine cliccate, un milione e 859mila clic sul sito. Formalmente non prende posizioni - niente editoriali - gli articoli ripresi hanno varie impostazioni politiche, ma la sostanza è: tirar fuori quel che va tirato fuori e rendere accessibili leggi e decreti. Direttamente la Normale di Pisa ha varato http:mostremusei.sns.it: recensioni-lampo, chiare e pungenti, e osservatorio su mostre e musei con finestra sul Giornale dell'arte. La rotta porta poi a www.beniculturaliblog.it : è il blog di un laureato in economia, passato a occuparsi di gestione di beni culturali e che vive a Cosenza. Rilancia notizie trovate su internet o sulla stampa, fatti, come quante centinaia di migliaia di euro destina il dicastero ai vari comitati nazionali celebrativi (tipo il centenario della nascita della beata Giovanna Maria Bonomo) o scrive che tra custodi e tecnici al ministero mancano quasi 8mila persone. Si occupa d'architettura e centri storici, il «braccio» sui beni culturali dell'associazione onlus Limen (www.limen.orgBBCCbeniculturali.htm ). A cura di Lorenzo Pagnini, segnala, ad esempio, la vendita dei bastioni della rocca di Peschiera del Garda, nonostante i vincoli decisi dalla soprintendenza, e critica la ristrutturazione di un antico palazzo privato nel centro di Firenze vicino a piazza Signoria, palazzo dei Cerchi. La filosofìa è: dare visibilità a palazzi e architettura. Ovvero: come dice sempre la presidentessa del Fai Giulia Crespi, se conosci quel che è bello te ne prendi cura, se lo ignori è un guaio per il Paese.