Musica classica non si accorda con devolution. Ed esige un polo unico di riferimento: il potere centrale. Una lettera in tal senso porta in calce le firme più prestigiose del mondo musicale italiano e chiede che l'attività concertistica rimanga competenza dello Stato., Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Riccardo Muti, Uto Ughi, Riccardo Chailly e Maurizio Pollini sono tra i firmatari della petizione consegnata al ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani. E' stato Francesco Agnello, presidente del Cidim (Comitato nazionale italiano musica) a presentare il documento. «Riteniamo necessario - vi si legge - che le associazioni concertistiche, attraverso le quali svolgiamo parte della nostra notevole attività, mantengano un punto di riferimento centrale, visto che lo Stato è il solo ad avere fino a oggi garantito, esercizio dopo esercizio, la stabilità finanziaria che è ad esse indispensabile, considerato che sono costrette a programmare le proprie stagioni concertistiche con anni di anticipo e, di conseguenza, ancor prima di conoscere l'entità del sostegno pubblico». I musicisti temono che l'affidamento alle Regioni delle competenze e dei finanziamenti destinati alle attività musicali rischi di soffocarle in un «deprecabile processo di provincializzazione della cultura musicale»» Ma lasciano anche spazio ad «adeguate forme di sinergia e di .coordinamento tra Stato e Regioni». "Abbiamo trovato nel ministro un punto di riferimento privilegiato - ha dichiarato Agnello - dato che Urbani è stato vice presidente del CIMN sei anni fa (il presidente era Antonio Maccanico), prima che il Comitato interrompesse l'attività per cause di forza maggiore, ovvero un'eccessiva attenzione del governo, all'epoca, per la musica leggera». Oggi il CIMN viene rifondato con un nuovo organico presieduto dal vicepresidente del Senato, Domenico Fisichella. L'approvazione del nuovo statuto è prevista per il mese prossimo. Fanno parte del Comitato alcune delle principali istituzioni musicali del Paese: l'Accademia Filarmonica Romana, l'Associazione FerraraMusica, il Ravenna Festival, il Rossini Opera Festival, l'Orchestra Sinfonica e Coro "Giuseppe Verdi" di Milano. Istituzioni indicate dai musicisti di "prioritario interesse nazionale" che le attuali proposte di legge non riconoscono come tali. «È di fondameitale importanza - conclude il presidente del Cidim - individuare soggetti da candidare alla categoria "Istituzoni di prioritario interesse nazionale" tra associazioni concertistiche; festival; scuole di formazione e di perfezionamento musicale e accademie di musica; organismi di promozione, coordinamento, raccolta e diffusione dati di interesse musicale e di sperimentazione; complessi orchestrali; corsi e concorsi di livello nazionale e internazionale; teatro di tradizione». Dal ministero dei Beni Culturali la promessa di una replica per oggi.
No alla devolution della grande musica. Appello al ministro Urbani dei grandi interpreti, da Abbado a Pollini
Un gruppo di musicisti italiani, tra cui Claudio Abbado, Salvatore Accardo e Riccardo Muti, ha firmato una petizione che chiede al governo di mantenere il potere centrale sulla musica classica. La petizione, presentata dal presidente del Cidim Francesco Agnello, richiede che le associazioni concertistiche mantengano un punto di riferimento centrale, poiché lo Stato è il solo ad avere garantito la stabilità finanziaria necessaria per le attività musicali. I musicisti temono che l'affidamento alle Regioni delle competenze e dei finanziamenti possa soffocare la cultura musicale e che le associazioni concertistiche possano essere "provincializzate".
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