POTENZA. Da Matera al Museo archeologico nazionale «Dinu Adamesteanu» di Potenza per lanciare il loro grido di allarme. «Il Ministero per i Beni culturali sta morendo» , ha detto il segretario nazionale della Cgil di settore Libero Rossi partecipando alle manifestazioni. «Le due tappe lucane rientrano - ha spiegato Rossi - tra le iniziative che la Cgil e la Cisl Beni culturali, stanno promuovendo in Italia, per sensibilizzare le istituzioni locali e i cittadini sulla gravissima situazione in cui versa il patrimonio culturale». Sindacati e lavoratori denunciano la grave carenza di risorse economiche, il ridimensionamento del personale (gli organici sono stati diminuiti del 5 lo scorso ano), i tagli dei fondi per il funzionamento (oltre il 40 per cento rispetto allo scorso ano), il blocco delle assunzioni e del turn-over. «Non riusciamo a tenere aperte le strutture - lamenta Rossi - mancano fondi anche per pagare le bollette. Vogliamo che l'1 del Pil sia destinato ai Beni culturali, ora è allo 0,13». «Vogliamo conoscere - aggiunge il coordinatore della Funzione pubblica della CgilBac lucana, Vito Santarsiero - il destino del Ministero. Sollecitiamo l'attenzione di chi ha governato e di chi governerà. Anche in Basilicata la situazione è insostenibile, senza i fondi non possibile godere a pieno del nostro patrimonio».