Il ministro atteso dai dipendenti davanti alla Soprintendenza Doveva annunciare uno stanziamento di 8,5 milioni di euro "Solo propaganda elettorale, qui si rischia di chiudere Da Brera alla Braidense, in piazza i lavoratori dei musei Paola Zonca TAGLI alle risorse, carenze di personale, precariato. Per protestare contro i problemi che ormai da anni affliggono il settore dei Beni Culturali, una quarantina di dipendenti di Brera, Cenacolo Vinciano, Biblioteca Nazionale Braidense e altre istituzioni, hanno contestato ieri mattina il ministro Rocco Buttiglione fuori da Palazzo Litta, dove era prevista una sua conferenza stampa sui nuovi progetti di restauro di importanti monumenti milanesi. Armati di megafono e di cartelli sui quali erano ben in vista le scritte "Sì all'assunzione dei precari" e "No alla privatizzazione dei Beni Culturali", hanno atteso che Buttiglione. già entrato nel cortile dell'edificio, facesse dietrofront e li raggiungesse a piedi in strada per ascoltare le loro ragioni. «Se si va avanti così, si rischia di dover chiudere musei e zone archeologi che, mentre d'altra parte si chiede alle amministrazioni di prolungare gli orari di apertura» urlavano i dipendenti dei musei gestiti dal ministero, che ieri sono rimasti chiusi dalle 10.15 alle 12.30 per l'astensione dal lavoro degli addetti. Per qualche minuto il traffico in corso Magenta si è bloccato, finché la piccola folla si è spostata sull'isola pedonale a ridosso delle rotaie dei tram, continuando però la protesta anche quando il ministro ha raggiunto la sala degli Specchi dell'edificio, sede della Soprintendenza regionale, per annunciare lo stanziamento di 8,5 milioni di euro destinati a far diventare "Milano più bella". Gli addetti ai Beni Culturali in Lombardia sono circa un migliaio, di cui 600 operano a Milano. «Di questi 600, 300 sono addetti al pubblicospiega Antonella Galeone, custode di Brera dal 1987, rappresentante sindacale circa la metà sono precari. Un numero enorme, tenuto conto che grazie a loro i musei restano aperti in media 11 ore al giorno, e che molti garantiscono servizi importanti come le visite guidate. Inoltre i dipendenti in uscita per pensionamento non sono mai stati sostituiti». I precari hanno contratti a termine per un anno, e ad ogni dicembre si rinnova per loro lo spauracchio della perdita del posto di lavoro. «È vero che quest'anno la Finanziaria prevede la possibilità di indire un concorso pubblico per l'assunzione definitiva del personale precario aggiunge Galeone ma il problema della copertura economica è rinviato alla prossima legislatura. Ancora una volta si tratta di annunci con finalità propagandistiche ed elettorali». Secondo i dati forniti dai lavoratori, aderenti ai sindacati Uil, Cgil, Rdb e Unsa, le risorse per il settore sono in diminuzione da almeno cinque anni. «La forbice ha abbattuto le spese di funzionamento di oltre il 60precisa Alessandro Barbaniquesto significa non solo che non ci sono i soldi per la luce, l'acqua, il telefono, le pulizie, ma anche che mancano le risorse per le ispezioni sul territorio, l'informatica, la sicurezza, la formazione, le scuole di archivistica». Buttiglione ha risposto alle domande ricordando di essersi battuto «contro i tagli previsti dalla Finanziaria» e cercando di dare assicurazioni sul precariato: «Stiamo lavorando per risolvere il problema».