LIVORNO. Un convegno e una mostra che sono anche un grido d'allarme. L'occasione doveva essere lieta: l'annuncio del completamento del progetto esecutivo per il restauro del palazzo dei Domenicani, destinato ad accogliere l'Archivio di Stato e la prossima (nel giro di un paio di mesi) gara d'appalto per l'inizio dei lavori che dovranno iniziare entro l'anno e finire per il 2005. Ma non è andata così: infatti la festa è rovinata dall'attuale condizione in cui versano gli Archivi di Stato, sull'orlo della chiusura. «Dal'98 ad oggi - dice Elisabetta Piccioni, vicedirettrice dell'Archivio labronico - siamo arrivati al 63 dei tagli. Molti archivi hanno già chiuso, altri stanno per farlo, Livorno per ora resiste, ma la situazione è tragica. Abbiamo dovuto razionare la luce, non potremo accendere l'impianto di condizionamento, ci portiamo il materiale igienico da casa. Alla Soprintendenza Archivistica di Firenze hanno già dovuto disdire il contratto con la Telecom. E pensare che basterebbe meno di 1 miliardo delle vecchie lire, per riattivare gli archivi toscani e circa 7 per quelli di tutto il paese». Può sembrare un paradosso, ed effettivamente lo è: i soldi per ristrutturare il Palazzo dei Domenicani, circa 7 miliardi e mezzo di vecchie lire, ci sono, almeno per ora, ma mancano i soldi per far funzionare il sistema. E allora? Il rischio è che l'Archivio di Stato debba chiudere, seguendo l'andamento nazionale, prima ancora di inaugurare la nuova sede. «Nel '98 - spiega Massimo Sanacore dell'Archivio livornese - il Ministero che prima si chiamava «per i beni ambientali e culturali» è stato riformato ed è diventato «per i beni e le attività culturali» includendo gli spettacoli dal vivo, il cinema e lo sport. Le cose sono molto cambiate. In questa nuova gestione le biblioteche e gli archivi hanno assunto un ruolo di secondo piano, perché fuori della logica economica che comprende gli spettacoli e i musei. Noi contestiamo questo modo di operare e facciamo un appello, anche agli Enti locali, perché non dobbiamo dimenticare l'importante ruolo degli archivi. Sapere come è nato e si è sviluppato un territorio serve anche per compiere scelte urbanistiche intelligenti». Al convegno ha partecipato anche l'assessore comunale alla cultura Matteoni che ha ricordato l'impegno dell'amministrazione sul quartiere della Venezia Nuova e ha fatto riferimento alla crisi: «È necessario contrattare con lo Stato la gestione di questi beni, non solo nel campo dei finanziamenti, ma anche per la gestione».