SCICLI - È l'unico esempio di arte cinquecentesca civile esistente in città e, perciò, potrebbe diventare una tappa del percorso che si intende disegnare per far conoscere ai turisti le bellezze della città. Ecco perché, per salvare palazzo Terranova-Cannariati, che rimase in piedi dopo il terremoto del 1693, la Sovrintendenza ai beni culturali ha avviato le procedure per sottoporlo a vincolo. La notizia è stata accolta con interesse dall'amministrazione comunale e dal movimento culturale "Vitaliano Brancati". Entrambi, a più riprese, hanno chiesto l'avvio del procedimento. Il sindaco Bartolomeo Falla definisce importante l'avvio di questo percorso. «Il palazzo - dice il primo cittadino - è di inestimabile valore storico e non è conosciuto agli stessi sciclitani. L'iter era partito con la segnalazione della necessità di un restauro dell'immobile fatta, nel novembre del 2002, dal movimento culturale "Vitaliano Brancati", su input dello storico locale Elio Militello. Palazzo Terranova-Cannariati è una delle pochissime testimonianze di architettura cinquecentesca salvatasi miracolosamente dal terribile terremoto del 1693. Nella segnalazione era stata sottolineata la singolare circostanza che il palazzo ha incisa sulla pietra la propria vetustà. E' l'unica abitazione civile di età cinque-secentesca conservatasi a Scicli ed è auspicabile che ciò che nel passato non poterono i danni ambientali non sia permesso all'incuria degli uomini». Il palazzo Terranova-Cannariati si trova in via Altobello, sulla fiancata rocciosa dello sperone che ospita in sommità l'ex convento della Croce. «L'edificio - specifica il sindaco - potrebbe essere inserito in un percorso turistico-culturale comprendente altre non lontane testimonianze della stessa epoca, quali la facciata e i dipinti ex voto della chiesa di Santa Maria della Croce e la chiesa rupestre detta del Calvario. Nel gennaio scorso abbiamo scritto alla Sovrintendenza ribadendo la bontà di quanto segnalato dal Brancati. Di conseguenza abbiamo chiesto di avviare le procedure per dichiarare il Palazzo Terranova-Cannariati bene d'interesse storico-culturale. Con vivo piacere abbiamo accolto la risposta affermativa della Soprintendenza, che si spenderà per dare corso al procedimento. Nelle procedure saranno coinvolti anche i proprietari, ai quali si dovrà comunicare l'avvio della procedura di vincolo che rappresenta il primo, necessario passo nella direzione del restauro e della conservazione di questa straordinaria testimonianza architettonica, più unica che rara».