Una piccola parte del patrimonio dei granduchi è ora esposta agli Uffizi. Il Soprintendente Paolucci: "Il costo è di due mi.ioni di euro" Sette arazzi risalenti alla seconda metà del '500 grandi come pareti, pesanti e corposi, fatti di milioni di fili intessuti a mano con pazienza certosina, appartenenti alla celebre collezione della famiglia Medici, sono esposti e visibili da ieri nell'Aula di San Pier Scheraggio della Galleria degli Uffìzi. Gli arazzi, come ogni preziosa e delicata opera d'arte necessitano di cure e tutele costanti. A Firenze, nei depositi di Palazzo Pitti e della Galleria degli Uffizi, ne sono custoditi 1012, raccolti e prodotti quando la città era l'«arazzeria d'Europa» grazie alla Manifattura di Stato fondata da Cosimo I nel 1545 e chiusa successivamente nel 1747. Si tratta di un autentico tesoro, per il quale nascerà presto un centro di restauro e conservazione che consentirà di riportare i filati dì questi meravigliosi oggetti a nuova vita dopo decenni di cattivo stato. La nascita del centro è stata annunciata dal sovrintendente del Polo Museale fiorentino, Antonio Paolucci durante la presentazione della stessa mostra Gli arazzi dei Granduchi, un patrimonio da non dimenticare, che è stata curata da Caterina Chiarelli, Giovanna Giusti e Lucia Meoni. «Abbiamo selezionato - ha detto Paolucci - alcuni arazzi per mostrare al pubblico la rarità e la bellezza di questi panni antichi e i loro diversi livelli di degrado, dovuti a centinaia di anni di cattivo uso e manutenzione». Il centro di restauro comprenderà anche una vasca di lavaggio e un laboratorio che consenta lo spolvero e la disinfestazione. Il costo stimato, secondo Paolucci, è di 2 milioni di euro, che arriveranno dai proventi dei biglietti venduti dei musei dei Polo fiorentino. Il luogo scelto potrebbe essere il giardino di Boboli, dietro la grotta del Buontalenti. «Dopo il necessario restauro - spiega Paolucci - gli arazzi potranno venire esposti ciclicamente e per brevi periodi, così da essere conservati in modo esatto». L'arazzo è un manufatto delicato e anche di difficilissimo restauro. Dietro l'apparente consistenza della sua struttura, si legge nel catalogo delle curatrici, si presenta soggetto a tutte le problematiche proprie dei tessuti: sensibilità a condizioni climatiche e alla luce, indurimento delle fibre in presenza di sedimentazione di polveri, cedimento del tessuto causato dal suo stesso peso. In più l'arazzo nasce come oggetto d'arte destinato ad essere esposto solo in occasioni particolari, ma nel tempo è stato assimilato ad un elemento d'arredo. Via via, gli arazzi furono così esposti in maniera prolungata, con condizioni climatiche non favorevoli, anche all'interno, degli Uffizi. Le conseguenze furono danneggiamenti, anche gravi, come perdita di brillantezza dei colori, lacerazioni, fori di insetti, sfilacciature e rammendi. «Questa mostra - ha sottolineato Paolucci - è al negativo perché gli arazzi selezionati sono in attesa di restauro. Ma basta questa piccola selezione per far capire la ricchezza delle collezioni e la complessità dei problemi che coinvolgono la loro conservazione e valorizzazione. Sarebbe anche importante - ha concluso il sovrintendente del Polo museale fiorentino - che moltissimi arazzi oggi esposti nelle sedi di istituzioni e ambasciate possano tornare ad essere custodite idoneamente a Firenze». La mostra agli Uffizi è a ingresso libero e resterà aperta dal martedì al giovedì dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30, il venerdì dalle 10 alle 12.30. Mentre il venerdì pomeriggio, il sabato e la domenica sarà visibile solo per visite guidate alle 10, 11.30 e 16.30. Speriamo quindi che riesca a raggiungere l'obbiettivo di smuovere gli animi verso il problema della tutela e salvaguardia di questo importante settore di beni posseduti da Firenze.
Palazzo Pitti, nasce un centro per restaurare gli arazzi
Il patrimonio dei granduchi è stato parzialmente esposto agli Uffizi. Il Soprintendente Paolucci ha annunciato che il costo del restauro è stimato a 2 milioni di euro, che arriveranno dai proventi dei biglietti venduti dei musei del Polo fiorentino. Sette arazzi risalenti alla seconda metà del '500 sono stati selezionati per la mostra "Gli arazzi dei Granduchi", curata da Caterina Chiarelli, Giovanna Giusti e Lucia Meoni. Gli arazzi sono stati selezionati per mostrare la rarità e la bellezza di questi panni antichi e i loro diversi livelli di degrado. Il centro di restauro comprenderà anche una vasca di lavaggio e un laboratorio.
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