Il nuovo allestimento ospita la corona della regina Costanza e l'altare del Gagini DA OGGI pomeriggio la corona della regina Costanza d'Aragona campeggerà al centro della Sacrestia dei canonici, insieme ai suoi gioielli e ai preziosi arredi sacri del tesoro della cattedrale, in un percorso suggestivo che comincia in epoca normanna e prosegue con i cimeli neoclassici e rinascimentali. Sarà inaugurato alle 18 (la cerimonia inizia nella sala Filangeri di Palazzo arcivescovile) nell'ambito della Settimana della cultura organizzata dall'assessorato regionale ai Beni culturali, il nuovo allestimento del Tesoro della cattedrale, curato dall'architetto Lina Bellanca della Soprintendenza di Palermo. Dalla sala Filangeri si passerà infatti nella Sacrestia dei canonici all'interno della Cattedrale, dove, superati i portali cinquecenteschi di Vincenzo Gagini, si accede alla sala dove in una teca centrale è sistemata la corona della seconda moglie di Federico II, in oro e argento dorato e filigranato, smalti, perle e pietre grezze policrome. Nella stessa sala, tra i vari pezzi, anche le statue argentee dell'Immacolata e di Santa Rosalia, il paliotto di manifattura siciliana del XVI secolo dell'arcivescovo Giovanni Carandolet con le aquile federiciane in velluto, fili d'oro, perle e smalti, la mitra dell'arcivescovo Giannettino Doria, e gli anelli in oro, smeraldi e lapislazzulì del corredo funerario della regina. Nella sala attigua c'è il paliotto di Santa Rosalia che in passato ricopriva l'urna argentea del Santo Sepolcro, e in fondo, l'altare della Madonna della Scala di Antonello Gagini con le frasche neoclassiche; nell'ultima sala, quella con l'abside normanna recentemente restaurata, il piviale in seta e argento col battesimo di Santa Ninfa e il paliotto con granati del XVIl secolo. «Finora il tesoro era ospitato nell'antisacrestiaspiega Maria Concetta Di Natale, curatrice scientifica del tesoro della Cattedrale e del museo diocesano ora finalmente potrà usufruire di questi tre ambienti riscoperti di recente: la Sacrestia dei canonici, col suo impianto normanno, i rifacimenti trecenteschi e i portali del Gagini, con le sale attigue che conducono alla cripta e al Retablo di Antonello Gagini sono il luogo più adeguato per il nuovo percorso museografico». «E qui aggiunge padre Gino Lo Galbo, parroco della Cattedrale presto torneranno anche i quadri dei canonici che davano il nome alla sacrestia». Il tesoro si visita tutti i giorni tranne la domenica e i festivi dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 17,30. Da domani parte anche un biglietto unico (4,50 euro) per visitare il tesoro e il Museo diocesano.
(Palermo) Nasce un museo nella sacrestia
Il nuovo allestimento del Tesoro della cattedrale di Palermo è stato inaugurato. La corona della regina Costanza d'Aragona e i suoi gioielli e arredi sacri sono stati esposti in un percorso suggestivo che comincia in epoca normanna e prosegue con i cimeli neoclassici e rinascimentali. Il percorso si svolge nella Sacrestia dei canonici, curata dall'architetto Lina Bellanca della Soprintendenza di Palermo. La corona della regina Costanza è stata sistemata in una teca centrale, insieme a statue argentee dell'Immacolata e di Santa Rosalia, un paliotto del XVI secolo dell'arcivescovo Giovanni Carandolet e altri pezzi preziosi.
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