"Un concorso per i Fori Imperiali" Tre grandi architetti scrivono a Veltroni Dopo il progetto presentato da Fuksas, una lettera a Veltroni di Carlo Aymonino, Paolo Portoghesi e Paolo Marconi "Consentirebbe di aggiudicare il piano al vincitore e di rilanciare un dibattito sul futuro dell'area archeologica" DIVENTERÀ un unico, grande parco archeologico: dal Celio al Palatino, al Campidoglio. Oppure, salvando dalla demolizione l'ex via dell'Impero, potrà mantenere la funzione di area di collegamento viario tra due metà abitate del centro storico. Comunque vada, il futuro dell'area dei Fori deve essere preparato da un dibattito aperto e da un confronto di progetti. Affidato a una gara tra i maggiori architetti e urbanisti al mondo. Il giorno dopo la proposta dell'architetto Massimiliano Fuksas, al vaglio del Campidoglio, per il riassetto dell'area di Fori, tre suoi colleghi, Carlo Aymonino, Paolo Marconi ePaolo Portoghesi, hanno scritto al sindaco Walter Veltroni. «Siamo del parere recita la breve lettera che la cosa più corretta che si possa fare per risolvere il futuro dei Fori imperiali, sia quella di indire un concorso internazionale. Firmato ...». Poche chiacchiere e niente concorso d'idee. «No, quella formula è fumosa. Pensiamo a una gara che porti all'assegnazione dell'incarico. Ma che, innanzitutto, generi un vero dibattito tra i maggiori architetti», spiega Portoghesi. Il progettista della Moschea di Roma, non vuole «ripetere l'esperienza dell'Ara Pacis», quando a Richard Meier fu affidato l'incarico del museo che sarà inaugurato a giorni. E parla anche a nome di Marconi e Aymonino. I tre firmatari della lettera a Veltroni hanno però idee diverse sul destino dell'area archeologica attraversata, e sventrata, dalla via dell'Impero voluta da Mussolini. «Ripristino e riuso» sono queste le parole chiave di Marconi, che ha firmato celebri cantieri di restauro, da Caracalla a Santa Maria della Pace. «Con l'arrivo, finalmente, della linea C della metro, via dei Fori imperiali non ha più alcun senso. Va demolita, senza seguire la solita prassi del moderno che stratifica il pregresso senza pensare ai Fori come erano nel tempo in cui furono edificati». Insegnante alla Scuola archeologica di Atene, Marconi crede nella ricostruzione filologica. E invita a prendere come esempio il cantiere del Partenone. «Dove i rocchi delle colonne ancora ci sono, abbandonati a terra, ridiamo forma ai Fori di Augusto o Cesare ricucendo lo strappo della via dell'Impero. E per servire il parcoipotizza riqualifichiamo il Celio trasformando parte dei palazzi in alberghi o bed and breakfast». Carlo Aymonino, assessore comunale al centro storico tra il 1981 e l'85, e autore della nuova ala dei musei Capitolini, sui Fori ha pronto da tempo un progetto di massima. Prevede la demolizione., superando il vincolo posto dall'ex soprintendente Ruggero Martines, della via inaugurata nel 1932. E la realizzazione di sei chioschi in travertino per i servizi del parco archeologico riunificato.
Un concorso per i Fori Imperiali. L'appello di tre grandi architetti
Il sindaco Walter Veltroni ha ricevuto una lettera da tre grandi architetti, Carlo Aymonino, Paolo Marconi e Paolo Portoghesi, che propone un concorso per il riassetto dell'area dei Fori Imperiali. I tre architetti ritengono che il futuro dell'area debba essere preparato da un dibattito aperto e da un confronto di progetti. Sono a favore di un concorso internazionale che porti all'assegnazione dell'incarico e generi un vero dibattito tra i maggiori architetti. I tre architetti hanno idee diverse sul destino dell'area archeologica attraversata dalla via dell'Impero.
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