Cerimonia in grande stile, stamattina, per la consegna formale dei primi lavori di ricostruzione del Petruzzelli, i cui interni sono andati distrutti nell'incendio doloso del '91. Cerimonia nel teatro, alla presenza del presidente del Consiglio, Berlusconi e del ministro per i Beni culturali, Urbani. Nell'occasione, verrà recapitata a Berlusconi una lettera-appello di sei delle sette eredi Messeni Nemagna, titolari del 75 della proprietà del teatro. A Berlusconi si chiede di trovare una soluzione al «paradosso» per il quale il ministero delle Finanze rischia di bloccare la ricostruzione che invece il Ministero per i Reni culturali sta favorendo. Questo perché sulla proprietà incombe l'imposta di registro (pari a 4 miliardi di lire) della sentenza civile di risarcimento dei danni per 60 miliardi, che però l'ex gestore del teatro, Ferdinando Pinto, non ha mai onorato. II grande giorno è arrivato. I contenziosi non sono finiti, i finanziamenti non sono ancora tutti certi, le procedure parlamentari per la costituzione dell'ente lirico-sinfonico «Petruzzelli» non sono ancora compiute, ma almeno la prima parte dei lavori di ricostruzione del teatro finalmente comincia. Dopo l'incendio doloso della notte del 27 ottobre del '91, oggi si apre ufficialmente il cantiere con l'obiettivo preciso di rendere il Petruzzelli funzionante entro quattro anni. Un grande giorno, dunque. Berlusconi e il ministro Urbani saranno i testimoni e i garanti della ricostruzione. Si stapperà lo spumante e si brinderà, ma si proverà a chiedere a Berlusconi anche qualcosa di più.. Sia la famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro, sia le imprese del «Consorzio Recupero Patrimonio Artistico», che hanno vinto l'appalto per i primi lavori, avanzeranno ciascuna una richiesta. O meglio: la proprietà lancia a Berlusconi un appello, una «accorata istanza», come si precisa in una lettera che gli verrà consegnata stamattina attraverso il prefetto. La lettera di sei delle sette eredi proprietarie del teatro (manca solo donna Vittoria, titolare del 25 della proprietà) è firmata dai loro legali, gli avvocati Ascanio Amenduni e Mario Giannattasio. Riconoscenti, le eredi ricordano a Berlusconi quel decreto che porta la sua firma e che nel '94 consentì di ricostruire la cupola con un finanziamento di quattro miliardi dì lire attinto dai fondi dell'8 per mille. «È pressapoco - si sottolinea nella lettera - la stessa somma che il ministero delle Finanze pretende oggi dalla famiglia, quale imposta di registro ed accessori sulla sentenza civile del tribunale di Bari numero 4714 del '94, emessa a favore della proprietà del teatro contro il gestore». Questo perché quella sentenza - ormai passata in giudicato - ha condannato l'ex gestore Ferdinando Pinto ad un risarcimento di 60 miliardi di lire per le inadempienze contrattuali (mancanza di polizza assicurativa e di impianti antincendio). Le proprietarie non hanno mai recuperato questa somma da Pinto, ma sono state chiamate ora a versare l'imposta di registro della sentenza. Non avendo le risorse, una delle eredi ha già subito il pignoramento dei beni mobili. Nella trattativa tra Stato e proprietà era stata ipotizzata la cessione del credito verso Pinto, ma poi questa soluzione fu «sacrificata perché - si sottolinea nella lettera - urgeva giungere all'intesa, tralasciando ciò che poteva ostacolarla o ritardarla». Da qui la «accorata istanza» perché non si aggiunga «la beffa al danno». «Voglia trovare - chiedono le eredi a Berlusconi - nell'ambito dei suoi poteri istituzionali, una soluzione rispettosa delle norme tributarie, ma anche dell'eccezionalità della vicenda».. Nella lettera si avanza un'ipotesi: «Un'idea sarebbe che lo Stato, come ulteriore manifestazione di sensibilità verso chi ha patito il devastante incendio, si accolli l'imposta di registro nell'ambito della previsione dell'articolo 8 dello Statuto del contribuente. Tale soluzione - si aggiunge - consentirebbe di prevenire anche le ripercussioni negative dell'esazione fiscale sulla ricostruzione del teatro, scongiurando il paradosso che mentre un Ministero favorisce la ricostruzione stessa, l'altro si appresti a bloccarla in via esecutiva». Fin qui l'appello delle Messeni. Ruota tutta intorno alle norme sugli appalti, invece, la richiesta delle imprese, che auspicano una revisione della legge 109 relativamente ai lavori per il settore dei Beni culturali. Piuttosto che la regola del massimo ribasso economico, gli imprenditori chiedono che la valutazione delle offerte a proposito dei restauri avvenga con criteri diversi e non solo finanziari, II sopralluogo del presidente del Consiglio nel teatro Petruzzelli è fissato questa mattina poco dopo mezzogiorno e durerà non più di 45 minuti. Berlusconi sarà accolto dal ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, dal sovrintendente regionale Ugo Soragni e da quello per i beni architettonici della Puglia, Gian Marco Jacobitti. La cerimonia si svolgerà nello spazio della platea, dove a Berlusconi sarà illlustrato il progetto di ricostruzione, esposto su alcuni pannelli mobili. Qui avverrà l'incontro con la famiglia Messeni Nemagna, con i progettisti e con i rappresentanti delle imprese appaltatrici. Speaker sarà il prof. Pompeo Pelagalli, storico dell'arte. Si procederà quindi alla consegna formale dei lavori, e Berlusconi e Urbani saranno i testimoni della firma del relativo verbale. Quindi, il momento più coreografico della cerimonia: Berlusconi affiancherà due restauratrici, Daniela De Bellis e Giorgia Allegretta (la prima della Sovrintendenza, la seconda delegata dal «Consorzio Recupero Patrimonio Artistico») e, in camice bianco, guanti e caschetto di protezione, si metterà al lavoro al tavolo della decorazione dei gessi. Le imprese regaleranno a Berlusconi un oggetto-ricordo particolare: un pezzo di ferro della cupola bloccato nell'ossidazione e montato su una base in pietra di Trani con un tondino d'oro su cui è inciso il nome del «Consorzio».