A pochi chilometri, Cesena e la sua spettacolare «Libraria» del '400 Un gioiello voluto da Novello: volumi incatenati ai leggii per distogliere i ladri e un intera collezione preservata dalla dispersione con pesanti vincoli contrattuali Attratto e ossessionato dalle "peggiori" imprese in campo erotico e avvinto spesso dalle spire della lussuria, il «Divin Marchese» De Sade, non poteva non lasciarsi affascinare da quelle catene vere che gli capitò di vedere in biblioteca. «I manoscritti sono tutti incatenati lungo i leggii, talché è impossibile staccarli. Colui che li consulta può sedersi lì davanti, aprirli comodamente e trascrivere sulle ginoc-chia il brano che gli interessa». De Sade è in Italia (ed è nel suo Viaggio che annota, infatti, la curiosità), a Firenze, precisamente alla Biblioteca Laurenziana. Quelle catene rimasero visibili fino ai primi del Novecento, poi furono tolte. Al contrario, la Biblioteca Malatestiana di Cesena fa di questo rudimentale, ma sicuro, sistema-antifurto una delle attrattive più suggestive nella spettacolare visita ai suoi saloni. E, per di più, quelle di Cesena sono praticamente tutte originali. Come originale e perfettamente conservato è tutto ciò che ci circonda. Fanno sempre colpo i libri incatenati. Come i giganteschi corali miniatti provenienti dalla Cattedrale, come la scrittura ordinata e perfetta che adorna i manoscritti scientifici e teologici, come anche la luce, però, che filtra dalle finestre laterali e l'atmosfera che vi avvolge e vi stringe mentre girate in questa aula rettangolare divisa in tre navate da possenti colonne bianche. La Malatestiana non fa restare ammirati solo i visitatori occasionali (negli ultimi due giorni di "monumenti aperti" promossi dal Fai si sono registrate duemila persone in fila ordinata), ma anche i più severi funzionari dell'Unesco. Che cosa che fa della biblioteca cesenate un unicum in Italia hanno iscritto l'anno scorso la Biblioteca Malatestiana di Malatesta Novello nel registro «Memoria del Mondo», una lista di beni documentari caratterizzati dalla loro unicità e dal loro rilievo per la storia dell'umanità. E già. Perché la Malatestiana è «un raro esempio di una completa e meravigliosa collezione conservata dalla metà del XV sec, appena prima dell'avvento della stampa in Europa. La collezione è un esempio unico di biblioteca umanistica del Rinascimento, momento in cui le prime valutazioni sugli scritti e sugli insegnamenti Cristiani lasciavano la strada a varie considerazioni secolari», come si legge nella motivazione ufficiale della nomina. Che un tale risultato fosse possibile lo si poteva forse intravvedere fin da quando Malatesta Novello signore di Cesena promosse non solo la costruzione dell'edificio (affidandolo alle mani di Matteo Nuti), ma sin dal 1439 iniziò a dotarla dei suoi libri, acquistati spesso, come usava all'epoca, in luoghi remoti. Ma il programma di Novello era chiaro: assunti una ventina di copisti (italiani e stranieri) furono trascritti non meno di 126 codici che si aggiungevano a un fondo proveniente dal preesistente convento francescano e altre acquisizioni fino ad un totale di 341 codici. La vera e propria novità, destinata a fare della Malatestiana una biblioteca al tempo stesso signorile e pubblica fu la scelta di Malatesta Novello di affidarla al comune. Una scelta illuminata: è per questo motivo che la più antica biblioteca . medievale-rinascimentale giuntaci intatta sia, al tempo stesso, la più antica biblioteca civica d'Italia. Del resto l'importanza della raccolta non sfuggiva già ai contemporanei. Flavio Biondo, nel celebrare i fasti di Malatesta Novello, la annoverava tra le migliori d'Italia: bastava già all'epoca scorrere le pagine delle Etimologie di Isidoro di Siviglia, la Storia Naturale di Pli-nio miniata da Francesco dì Bartolomeo di Figline, il De Plantis di Teofrasto per accorgersi di quali meraviglie custodivano le pergamene malatestiane. La biblioteca, completata il giorno dell'Assunzione del 1454, fu saggiamente preservata proprio da Malatesta. Una serie di sue disposizioni (tra cui esenzioni di dazi per il passaggio delle pecore, utili alla fabbricazione in proprio dei codici) e clausole contrattuali vincolarono fedelmente i libri al luogo, in modo che nessun signore a venire ne fosse padrone assoluto. Come se non bastasse, infine, lasciò 100 ducati annui in perpetuo al convento per l'acquisto di nuovi libri e per altre spese; garantì al lettore dello studio uno stipendio di 30 ducati annui e istituì, già dal 1455, delle borse di studio per studenti non abbienti. Forse quelle catene visibili che inchiodano i libri ai leggii, non sono altro che una metafora, per noi visitatori di oggi di quel legame ancora più profondo e viscerale che legò il fondatore ai suoi libri. E che testimonia come, alla fine, sia la memoria il più forte dei legami. Non a caso il simbolo dell'istituzione è un elefante: animale che, sulla forte memoria, si è costruito una solida e meritata reputazione. La Biblioteca Malatestiana allestisce delle visite guidate tutti i giorni con i seguenti arari: la domenica dalle 10 alle 12,30, gli altri giorni 9-12,30 e 16-19. Prezzo 2,50. Tutte le info su: www.malatestiana.it La Malatestiana è uno scrigno del sapere, impreziosito da alcune rarità di pregio artistico e alto valore simbolico. I volumi custoditi sono circa 300.000, tra cui 287 incunaboli, circa 4000 cinquecentine, 1753 manoscritti e oltre 17.000 lettere e autografi. Il corpus malatestiano è costituito da 341 codici manoscritti dei secoli IX-XV (nella foto a destra un particolare dalla Historia Naturate di Plinio, scritta da Jacopo da Pergola) e 48 volumi a stampa dei secoli Xy-XVIII, mente la Biblioteca Piana (che fu già di papa Pio VII Chiaramonti, e ora, passata in proprietà allo Stato è in deposito presso la Malatestiana) vanta oltre 5000 volumi a stampa e circa 100 manoscritti. Da non sottovalutare poi, i fondi dell'archivio capitolare della Cattedrale di Cesena: 7 corali miniati del XV secolo di grande formato, che con gli otto del Convento dell'Osservanza formano un gruppo unico. : 8 corali miniati del XV secolo. In campo novecentesco si ricorda l'archivio letterario di Renato Serra che fu bibliotecario della Malatestiana fino alla sua morte nel 1915.
Malatestiana, biblioteca con antifurto
La Biblioteca Malatestiana di Cesena è una delle più antiche e complete biblioteche civici d'Italia, fondata nel 1439 da Malatesta Novello. La biblioteca custodisce circa 300.000 volumi, tra cui 287 incunaboli, 4000 cinquecentine, 1753 manoscritti e oltre 17.000 lettere e autografi. La collezione è unica per la sua completezza e meravigliosa preservazione della metà del XV secolo, appena prima dell'avvento della stampa in Europa. La biblioteca è stata saggiamente preservata da Malatesta Novello, che ha lasciato disposizioni per la sua conservazione e ha istituito borse di studio per studenti non abbienti.
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