Studiare l'arte a Roma è un'impresa. Le biblioteche specializzate della Capitale sono fonte di problemi per studenti e ricercatori. L'Hertziana potrebbe essere completata in poco tempo, ma è bloccata da problemi burocratici; quelle di Roma Tre sono divise in diverse sedi, mentre quella del Macro apre tre ore solo il mercoledì. Non solo, durissima la vita dello studente a Palazzo Venezia, dove si deve fare la fila anche per depositare gli effetti personali, e alla Gnam, dove si entra solo su prenotazione. La maggioranza e l'opposizione del Consiglio Comunale in una mozione congiunta appena presentata (primi firmatari Cipressa e Marchi) chiedono che i competenti Uffici capitolini adottino procedure d'urgenza per portare a compimento i residuali lavori di restauro e ripristino del Casale Ottocentesco di Villa Carpegna, uno dei due fabbricati d'epoca in cui ha sede la Quadriennale di Roma. La sollecitazione coglie un problema di pubblico interesse e di piccola dimensione che però, irrisolto, aggrava la condizione delle biblioteche d'arte a Roma. Il Casale di Villa Carpegna, completati i restanti lavori interni (pare si tratti d'una spesa attorno ai 100 mila euro) tornerà infatti a ospitare la Biblioteca e l'Archivio Storico della Quadriennale, un «tesoro» di circa 13.000 fascicoli di artisti italiani (dalla fine degli anni Venti a oggi) con spesso autografi, fotografie e piccoli rari opuscoli, e di circa 30.000 volumi, tutti del periodo. Si stima che in un mese, o giù di lì, i lavori potrebbero esser terminati, e tutto il patrimonio archivistico e librario della prestigiosa istituzione espositiva potrebbe soddisfare la domanda di studenti e studiosi. Ma tutto è fermo perché quasi un anno e mezzo fa insorse una vertenza tra il Comune e l'impresa che si era aggiudicata l'opera, sicché il piccolo cantiere fu smontato. Incredibilmente, benché la riapertura della Biblioteca-Archivio stia a cuore allo stesso Sindaco, e nonostante l'impegno dell'Assessore Borgna, del Segretario Generale del Comune, del Sovraintendente e di singoli consiglieri di vari gruppi, incredibilmente il problema è fermo nel porto d'un Ufficio Tecnico di via Petroselli e non riesce a prendere il largo. Vedremo adesso quale effetto avrà, su questa modesta e paradossale questione, che intralcia un settore di studi in affanno, la richiesta unanime dell'adozione di procedure d'urgenza emersa in Consiglio: richiesta che, del resto, nelle settimane scorse era stata invocata anche dalla Soprintendente Statale agli Archivi del Lazio, Lucia Principe. Specialmente per quel che riguarda il contemporaneo, la ricerca bibliografica, che impegna a Roma centinaia di studenti, oltre allo stuolo degli studiosi, non soltanto italiani, è veramente difficile. Come è noto è chiusa da tempo per lavori l'insigne Biblioteca Hertziana, di via Gregoriana, e la saletta con pochi posti, che questa istituzione ha aperto presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna è soltanto una ridotta «rappresentanza», per le urgenze. La Biblioteca di Storia dell'Arte di Palazzo Venezia - Sala Barbo è caratterizzata da difficoltà ben note, di cui parliamo nell'articolo qui sotto. La Biblioteca d'Arte dell'Università Roma Tre è divisa in diversi punti della città: e questa frammentazione (che l'ateneo lodevolmente cerca di attenuare offrendo la disponibilità di una navetta) è di per sé eloquente. Quanto alla «Sapienza», custode di un importante patrimonio di libri d'arte, si conoscono le conseguenze, sul servizio, provocate dall'insufficienza dell'organico: e non basta a eliminarla l'impegno dei volontari. Non meno spinosa e impervia è la condizione dei pubblici archivi d'arte (per non dire di quelli privati) indispensabili anch'essi agli studi. In questo settore i margini d'indisponibilità sono anche causati dall'esigenza d'un maggior numero di sorveglianti, insomma di «personale di sala studio», rispetto a quello delle biblioteche. Insomma, troppi intralci e paletti per chi vuoi approfondire la storia dell'arte, anche se spesso legati alla cronica mancanza di fondi che affligge i nostri beni culturali. Di fronte a ostacoli che appaiono insormontabili nel breve periodo, diventa allora insopportabile che ragioni di poco conto blocchino un servizio pubblico di archivio e di biblioteca come quello che la Quadriennale da ottant'anni mette a disposizione degli studiosi e degli artisti.