II ministro della Cultura fa il punto sugli interventi messi in campo, dal Palatino alla Domus Aurea Il ministro della cultura Rocco Buttiglione chiude la sua breve stagione di partecipazione al governo presentando alla stampa il quadro complessivo degli interventi messi in campo per arginare le emergenze della Roma archeologica. Un rendiconto condito di continue frecciate all'opposizione che più volte in questi mesi lo aveva rimproverato d'inerzia. E un rosario di contromisure che mescola vecchie e nuove cifre, interventi già annunciati, stanziamenti dell'ultima ora già avvenuti e altri non ancora perfezionati, rendendo tutt'altro che agevole il riepilogo. La sostanza è comunque che almeno per il prossimo anno, la soprintendenza archeologica potrà disporre per tamponare le falle più vistose e avviare i cantieri di una somma di circa 14 milioni di euro, «che - spiega il ministro - non vincola le scelte del futuro governo ed appare adeguata alla sua attuale capacità di programmazione e di spesa». Palatino. E' sicuramente il malato più grave, come hanno dimostrato il recente crollo di un muro lungo una rampa degli Horti Farnesiani e il lungo elenco di situazioni di alto rischio, registrate in vecchi sopralluoghi e nella nuova ricognizione a tappeto coordinata dallo strutturista Giorgio Croci, partita un paio di mesi fa. Le somme a disposizione per avviare la terapia ammontano a circa 7 milioni e mezzo di euro: 5 arrivano dal Lotto grazie a una pratica inoltrata nel 2004, 888 mila euro dai fondi ordinari della soprintendenza. Le cifre residue - ecco la novità - arriveranno da un fondo speciale aperto dopo un pronunciamento del consiglio nazionale dei beni culturali, e dalla società Arcus, costola privata del ministero grandi opere, che ha già finanziato gli scavi dell'archeologo Andrea Carandini. Ma il ruolo di Arcus dovrebbe - annuncia in modo un po' generico Buttiglione - risultare ancora più positivo e sostanzioso, perché è in gestazione la richiesta di destinare all'area archeologica centrale di Roma parte o tutto di quel 3 per cento delle spese per la nuova linea del metrò che per legge entrerà nelle casse di Arcus. Le prime priorità - aggiunge il soprintendente Angelo Bottini - sono il completamento delle indagini del prof Croci e il finanziamento di una perizia geologica per scoprire dove si indirizza il deflusso delle acque che impregna il terreno e le cavità del colle. Il sogno è di riuscire a ricavare anche quanto basta ad aprire al pubblico entro due anni la Casa di Augusto, gioiello praticamente sconosciuto al grande pubblico. Domus Aurea. La novità, è una dotazione di circa 3 milioni di euro, resa disponibile da una recente delibera del Cipe, che andranno ad integrare i fondi già, almeno sulla carta, esistenti. L'obiettivo è di avviare la rimozione del giardino del Colle Oppio e l'impermeabilizzazione totale delle volte, per eliminare le infiltrazioni che hanno obbligato a chiudere al pubblico il complesso e minacciano la sopravvivenza degli affreschi. «Tutta colpa del governo che ci ha preceduto. Bisognava subito scavare la Domus dall'alto e non dal fianco della collina, come si è fatto», si accalora Bottiglione, dimenticando nella foga che gli scavi e l'assetto della Domus neroniana risalgono agli anni di Mussolini. Palazzo Altemps. C'è tempo fino a metà maggio per esercitare la prelazione sullo spicchio dell'edificio (che nell'altra ala ospita la collezione Ludovisi), messo in vendita per circa 27 milioni di euro. Soldi che il ministero non ha. La speranza di Buttiglione è di ottenerli dal demanio, con cui è in trattativa. Il codice dei beni culturali. Varato dal predecessore Urbani il complesso di norme che struttura tutta la vita del ministero è stato modificato in più punti da Buttiglione. Due i ritocchi più importanti: la cancellazione del principio del silenzio assenso e la ridefinizione dei criteri per il rilancio dei musei, che lasciano alle soprintendenze l'esclusiva della tutela e della pianificazione. Applausi e polemiche. L'intervento del ministro in piena campagna elettorale ha sollevato immediate e scontate ripercussioni. Apprezzamenti dall'Udc e dal ministro di An Gianni Alemanno, in corsa per il Campidoglio. Critiche da parte dell'assessore diessino Gianni Borgna.