Povero magniloquente luogo di parate, con giardinetti e fondali da cinema povero: ecco la via dell'Impero perduto. Anche dopo i recenti scavi, che hanno rivelato i monumenti antichi e il loro spoglio, l'amenità è lontana. Servirebbe una riflessione su quanto trovato e su come presentare spazi tanto vuoti, ridando loro un minimo di significato architettonico. Gli sterri degli anni '30 pessimi dal punto di vista scientifico avevano saputo ripristinare quel minimo elle serve all'occhio per intendere le rovine; grazie, gli operai di allora sapevano lavorare come quelli romani! Oggi si scava bene ma la pubblicazione ahimè tarda, e lo stile della presentazione è deludente... Costa ammettere ciò, ma la «cosa» è sotto gli occhi. Data la povertà dei resti, è importante estendere gli scavi, anziché ridurli. Cosa sarebbe Place de la Concorde senza i suoi bordi se non il non-luogo della ghigliottina? I vuoti diventano pieni se contenuti: cosi gli elevati spoliati devono ritrovare una qualche consistenza ed essere spiegati in un vicino museo della città, di cui mai si parla. Dunque, discorso sulle rovine e discorso museale devono essere formulati insieme. Non possiamo avere a Roma solo belle statuine, curiosi oggettini. Occorre finalmente illustrare paesaggi urbani e costruzioni. L'esperimento Fuksas era interessante nuvole a parte ma bene hanno fatto altri tre architetti a chiedere il concorso; ma su cosa? Per fortuna le due soprintendenze hanno cominciato finalmente ad agire come un solo uomo, eppure serve anche un dibattito allargato oltre uffici e burocrazie, dal quale dovrebbero sorgere le linee guida generali su cui concorrere. A Roma non vi è rendiconto annuale o biennale di scoperte e progetti archeologici; questo è triste. Un foro per l'archeologia ci manca, e si vede. La via dei Fori andrebbe alleggerita, ristretta, e quanto la sosterrà dovrà contenere i servizi, che altrimenti finirebbero sparsi o sospesi fra le rovine. Quanti altri percorsi post-antichi ripristinare come ponti sui monumenti sarà materia del contendere. Chiarezza della storia e qualità del progetto dovrebbero ridare al luogo quel senso e quella piacevolezza che il piccone mussoliniano ha distrutto: per sempre? Lo scavo crea non il passato, ma un paesaggio contemporaneo volto a ritrovarlo. L'idea di questo paesaggio manca ancora...
Roma. Le rovine non spiegate
La via dell'Impero perduto a Roma è un luogo di parate con giardinetti e fondali da cinema poveri. Nonostante gli scavi recenti, l'area è ancora molto vuota e senza significato architettonico. Servirebbe una riflessione su quanto trovato e su come presentare lo spazio in modo efficace. Gli scavi devono continuare e la pubblicazione deve essere più tempestiva. La presentazione del materiale deve essere più coinvolgente e il museo della città deve essere più attivo. La discordanza tra discorso sulle rovine e discorso museale deve essere risolta. La città deve avere un foro per l'archeologia per discutere le scoperte e i progetti.
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