Oggi alle 10.30 il botto, evento mondiale PUNTA PEROTTI Ha carica esplosiva «riaprirà» l'orizzonte. Abbattimento da completare il 23 e 24 Ore 10,30, «Saracinesca» addio Bari, oggi la (prima) demolizione: quasi un evento internazionale II Tribunale civile ha respinto ieri l'ultimo reclamo dei Matarrese BARI - A sole 21 ore dalla detona-zione programmata, tre giudici del Tribunale civile-hanno annullato l'ultima, esile speranza dei costruttori Matarrese di «salvare» i palazzi di Punta Perotti, che - va ricordato -sono passati al patrimonio del Comune di Bari per ordine della Cassazione. L'ultimissimo tentativo dei Matarrese di bloccare la demolizione, quindi, è stato mutile. Oggi, alle 10,30, via libera al tritolo. Si annuncia un evento mediatico di grandi proporzioni, con la partecipazione di troupe televisive e di filmmaker da ogni parte d'Europa e del mondo. Accreditati circa 250 giornalisti. RECLAMO «INFONDATO» - I giudici hanno sancito che «il reclamo proposto dalla spa Salvatore Matarrese avverso il provvedimento cautelare è infondato». Comincia così l'ordinanza che respinge l'ultimo ricorso presentato dall'impresa edile per tutelare il suo credito di sei milioni e mezzo di euro verso la «SudFondi», altra società del Gruppo, costruttrice del complesso residenziale al lungomare Sud. Confermata l'ordinanza, impugnata venerdì dai Matarrese, del giudice monocratico Luigi Agostinacchio, emessa giovedì. LA «QUESTIONE» PIGNORAMENTO - n reclamo si imperniava sulla questione del pignoramento, azionato dalla «Salvatore Matarrese» sulla base di una ipoteca costituita sugli immobili all'inizio degli anni Novanta, prima dell'avvio dei lavori. Il legale degli imprenditori, avv. Francesco Biga, nella ennesima azione cautelare, aveva sostenuto che il pignoramento - tuttora i-scritto sui registri immobiliari - poteva bloccare l'abbattimento. Ma il collegio ha ribadito la tesi della i-nefficacia dell'azione esecutiva sui palazzi. «DECISIONI GIÀ ASSUNTE» -Quindi via libera definitivo alle cariche esplosive. Nell'ordinanza che accoglie la tesi dei legali del Comune (prof. Giorgio Costantino e avv. Alessandra Baldi) e dell'aw. Franco Gagliardi La Gala (legale della «General Smontaggi»., la ditta appaltatrice della demolizione), si precisa tra l'altro che «non assumono rilievo, ai Fini della indagine (nel senso della istruttoria civile, ndr), le questioni dibattute tra le parti in ordine alla possibilità o meno di riconoscere alle decisioni già intervenute, cioè alle ordinanze del giudice della esecuzione e alla sentenza sulla opposizione agli atti esecutivi, efficacia immediatamente esecutiva nella parte in cui è stata dichiarata improcedibile la esecuzione sui fabbricati e disposta la liberazione degli stessi dal vincolo». In parole semplici, il Tribunale ha chiarito che non può essere rimessa in discussione una decisione già assunta con alcune ordinanze e sentenze fra il 2004 e il 2005, cioè che il pignoramento non ha alcun effetto sui palazzi: «Quel che rileva, invece -sottolineano i magistrati -, è che il diritto soggettivo, in relazione al quale è stata svolta la istanza di concessione della misura cautelare, vale a dire il diritto di conservare il bene pignorato e di impedire che siano portati a compimento da parte del custode (il Comune, ndr) atti diretti a sottrarre il bene al vincolo, non può che essere esercitato nell'ambito del processo di esecuzione». SI SFOGA UNO DEGLI ACQUIRENTI - Chi pensa agli acquirenti degli appartamenti di Punta Perotti come a dei Paperoni che inanellano un investimento immobiliare dietro l'altro, si sbaglia. Lo dimostra la storia del signor Antonio Bi-sceglie, impiegato, uno dei tanti compratori che hanno promosso l'azione civile per riottenere l'anticipo versato ed eventualmente i danni. «Ho 57 anni e sono sposato, con una figlia. Mia moglie e io siamo entrambi impiegati. Aspettavo anch'io - dice Bisceglie - la consegna di un appartamento a Punta Pe-rotri In effetti, non avevo mai avuto una casa mia ed ero ospitato, con la mia famiglia, in una casa di proprietà di mia madre. Quando il traguardo sembrava vicino, ecco l'inattesa grandinata di provvedimenti giudiziari, fino alla demolizione. All'inizio del 2004, attraverso il mio legale, avevo chiesto alle pubbliche amministrazioni e in particolare al Comune di avviare un accordo multilaterale». Quindi? «Non abbiamo avuto risposta». EMILIANO: «SONO FELICE» -«L'abbattimento di Punta Perotti -dichiara il sindaco Michele Emiliano- è solo il primo passo per restituire ai baresi il rapporto tra la città e il mare. È un momento di ripristino della legalità. L'amministrazione ha intenzione di riqualificare il waterfront a sud di Bari anche grazie alla Biennale di Venezia che ha lanciato un concorso di idee internazionale per l'anno 2006 sulla costa di Bari oltre Punta Perotti: sono orgoglioso che la Biennale si occupi di noi. Abbiamo bisogno di progetti di qualità da inserire nell'ambito del primo piano strategico metropolitano. Sono felice che si possa essere al centro della comunicazione nazionale e internazionale in termini tanto positivi. Troppo spesso si racconta il Mezzogiorno d'Italia per i suoi problemi e per le sue debolezze».