Sit-in dei disoccupati nel museo di Capodimonte. A scendere in campo, gli «organizzati» del Movimento di lotta per il lavoro-zona Est che hanno inscenato una manifestazione urlando slogan ed esponendo striscioni dai balconi tra lo sconcerto dei visitatori. Se le brasiliane Lourdes Iamarino e Odete Mello hanno fatto in tempo a visitare gli appartamenti reali (prima di concentrarsi sulla collezione Farnese), Aldo Conforti e Michela De Tommaso, con un bimbo di un anno e mezzo, hanno preferito rinunciare, e le scolaresche del I circolo «Bovio» di Cicciano hanno atteso per 2-3 ore che la protesta cessasse. In questi giorni sono esposte anche tre rarità giovanili del Caravaggio. «Da sei anni siamo in piazza, si fanno progetti ma non vengono mai presi provvedimenti. Chiediamo la corsia preferenziale», spiegava Susy, 40 anni, iscritta dall'80 al Collocamento e poi unitasi ai disoccupati organizzati «perché stanca di essere scavalcata». Venerdì «c'è stato un protocollo di intesa presentato dal Comune e dalla Provincia alla Regione e al governo centrale», interviene Tullio, 42 anni, diploma di perito meccanico, «e vogliamo risposte. Anche se sappiamo che si tratta di progetti per i corsi di formazione: va bene anche questo, pur di avere un primo approccio col lavoro; purché i corsi siano finalizzati». Hanno occupato il Museo perché «non vogliamo colpire la gente per strada, non vogliamo danneggiare i lavoratori», spiega Emanuele, «ma ci vuole legalità anche da parte delle istituzioni: e nel nostro caso, legalità significa la corsia preferenziale». Minacciano di continuare a occupare i musei per tutto maggio. Uno degli slogan è «libertà per tutti i disoccupati». Ma gli aderenti al Movimento zona Est precisano di essere solidali solo con i tre (recentemente arrestati-scarcerati) di Forza lavoro disponibile e con i 19, di vari gruppi, che dovranno presentarsi in tribunale il 27 maggio con le accuse di associazione a delinquere ed estorsione. Tra i quali c'è anche Susy: «Estorsione per il fatto di essere andata in delegazione dall'assessore a chiedere lavoro! A mio padre venne un infarto quando lo seppe. Per due settimane, fino al 5 marzo quando è morto, ho avuto l'obbligo di firma. Chiesi un cambio d'orario perché, figlia unica, volevo andare a trovare mio padre che era in rianimazione, ma non mi fu concesso». Preannunciati movimenti di piazza il 27. Dopo il tentato suicidio a Casalnuovo di Salvatore Romano, non mancano accuse alle amministrazioni locali: «Chi deve portare avanti una famiglia, o si organizza o cede alla disperazione. E allora, meglio creare problemi di ordine pubblico», ragionava Tullio. «Siamo noi il problema di fondo di questa città», gridava Umberto, «cioè la mancanza di lavoro».
Sit-in al museo di Capodimonte
A Cicciano, il Movimento di lotta per il lavoro-zona Est ha organizzato una manifestazione e un sit-in nel Museo di Capodimonte. I manifestanti, che includono disoccupati e loro familiari, hanno chiesto la corsia preferenziale per i disoccupati. La protesta è stata organizzata per due giorni, con slogan e striscioni esposti dai balconi. Alcuni visitatori sono stati sconcertati dalla scena, mentre altre famiglie con bambini hanno lasciato il museo. I manifestanti hanno anche richiesto risposte concrete per i loro problemi di disoccupazione. La protesta è stata organizzata per il 27 maggio, quando alcuni manifestanti dovranno presentarsi in tribunale per accuse di associazione a delinquere ed estorsione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo