NAPOLI. «Il Parlamento, rappresentanza dei cittadini, tenga più in conto le nostre necessità». Così Pietro Giovanni Guzzo, soprintendente archeologo di Pompei, nel corso dell'anteprima della mostra del museo Archeologico nazionale di Napoli "Argenti a Pompei", sollecita i deputati a valorizzare il lavoro delle soprintendenze. «Se il Parlamento capisce il valore e l'importanza del lavoro che stiamo facendo - aggiunge Gozzo - può darsi che tenga più in conto le nostre necessità e risolva il problema dei tagli ai finanziamenti dei Beni Culturali». La mostra di Napoli, quindi, ennesima manifestazioni degli sforzi delle istituzioni culturali, può aiutare, secondo Gozzo, a diffondere la cultura: «Dobbiamo interessare: si capiscono le necessità solo delle cose che interessano, che si amano». Il sessanta per cento degli argenti romani conosciuti al mondo, circa cinquecento pezzi di suppellettili vesuviane, i "tesori" di antica o recente scoperta, sono riuniti per la prima volta in assoluto al museo Archeologico Nazionale di Napoli per "Argenti a Pompei", la mostra, visitabi-le da oggi all'11 settembre, ideata dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei insieme con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta e promossa dalla Regione Campania. Utilizzando la fonte più accreditata in materia di banchetti romani - il Satyricon di Petro-nio e la famosa cena di Trimalcione - l'allestimento ripropone una ricostruzione del servizio tipico del banchetto in età romana, ricco di vasellame e utensili in argento. Il percorso espositivo si articola in tre sezioni. La prima è dedicata ai servizi in argento, divisi per tipologie funzionali. Specchi con il manico a forma di clava, i più diffusi a Pompei, coppe, recipienti a forma di conchiglia, utilizzati con ogni probabilità dai commensali per lavarsi le mani tra una portata e l'altra, piatti (sempre in numero di quattro), posate ma anche, al centro del primo dei cinque ambienti espositivi, una vasca da bagno in bronzo. Particolari le anfore, che riportano sotto la base d'appoggio il nome del proprietario, e i bicchieri, di grosse dimensioni per consentire di mescolare acqua, vino e miele, come da usanza romana. I "Tesori" formano la seconda sezione. Qui di particolare importanza il prestito che la Soprintendenza di Pompei è riuscita ad ottenere dal museo Louvre di Parigi: sette pezzi appartenenti al tesoro di Villa della Pisanella di Boscoreale, il più noto ritrovamento, formato da 109 pezzi in tutto, e secondo numericamente solo al tesoro della Casa di Menandro (118 pezzi) presente alla mostra. La scorerta di Boscoreale avvenne il 6 aprile 1895 ma il tesoro venne esportato dall'Italia già in primavera per essere venduto sul mercato dell'antiquariato. Quindi, fu poi donato dal barone Edmont de Rotschild al Louvre, dove è esposto dal 22 ottobre del 1895. A completare l'esposizione è il tesoro di Moregine: il piccolo servizio da mensa recentemente ritrovato a Moregine, località del suburbio di Pompei. Limitato in articolazione numerica e tipologia, il servizio è composto da venti pezzi tra cui due coppe gemelle decorate a sbalzo che, per i soggetti raffigurati (un astrologo egizio, una sacerdotessa del culto isiaco e un ritratto dei triumviri, marco, Antonio e Ottaviano), rimandano ad una precisa circostanza storica: la "riconciliazione" tra Antonio e Ottaviano sancita con il trattato di Brindisi del 40 a.C. che attribuiva ad Antonio il controllo dell'Oriente e ad Ottaviano il potere sull'Occidente. Proprio il riferimento a tale evento storico consente di interpretare i due "canthari" come coppe commemorative. Il percorso si conclude con un video, realizzato da Rai International, attraverso il quale rivive l'emozione del ritrovamento del tesoro di Moregine, emerso nel 2000 da una gerla in vimini ritrovata tra i reperti recuperati nel corso dei lavori per la terza corsia autostradale della Napoli-Sa-lerno.
Ecco gli antichi "Tesori" romani
Il soprintendente archeologo di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, ha sollecitato i deputati del Parlamento a valorizzare il lavoro delle soprintendenze e a risolvere il problema dei tagli ai finanziamenti dei Beni Culturali. Guzzo ha anche sottolineato l'importanza della cultura e della diffusione della cultura attraverso manifestazioni come la mostra "Argenti a Pompei" al museo Archeologico Nazionale di Napoli. La mostra, che si apre oggi, presenta circa 500 pezzi di suppellettili vesuviane, tra cui sette pezzi provenienti dal tesoro di Villa della Pisanella di Boscoreale e un servizio da mensa recentemente ritrovato a Moregine.
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