Verrà esposto, a Cosenza (palazzo Arnone) a partire da martedì prossimo, per la prima volta in Italia dopo il recente restauro, il «Ciborio di Colloreto», gruppo marmoreo di Pietro Bernini. L'opera, risalente al 1591-1592, è composta da un tabernacolo e due angeli in adorazione. Custodite per secoli nel celebre convento degli Ago-stiniani alle falde del Pollino, le tre sculture erano finite, distribuite in diversi ambienti, nella chiesa della Maddalena, a Morano Calabro, quando il cenobio venne chiuso dai Francesi nel 1809. Nel 1995 lo studioso Gian Luigi Trombetti finalmente evidenziò che si trattava di un'opera pregevolissima, del grande Pietro Bernini, il papà dell'ancor più celebre Gian Lorenzo. E che andava adeguatamente valorizzata. Il seguito è storia dell'ultimo decennio: gli studi dello storico dell'arte Giorgio Leone e le attenzioni della Soprintendenza ai beni culturali di Cosenza hanno messo in primo piano il manufatto, realizzato dall'autore, tra l'altro, della «Barcaccia» ai piedi di Trinità dei Monti, a Roma. E l'opera è stata restituita all'antico splendore dalle «cure» della Casa di restauri capitolina Giulia Ghia, sponsor Banca Carime. Il «ciborio di Colloreto» rimarrà esposto a Cosenza fino al 15 aprile. L'esposizione verrà introdotta da una conferenza sul restauro tenuta da Salvatore Abita, Marcello Calbiani e Giorgio Leone.