Gli ambientalisti guidano il corteo: bentornato Lungomare Dal peschereccio noleggiato il giorno prima i Verdi di Puglia mostrano lo slogan: «Un'esplosione di legalità» I due amministratori d'accordo: questa giornata deve essere un monito per tutta l'Italia BARI - Dal peschereccio già noleggiato il giorno prima per le ultime gite guidate all'ecomostro, i Verdi di Puglia (a bordo il consigliere regionale Mimmo Lomelo e l'assessore provinciale, Nicola Pace) mostrano lo slogan «Un'esplosione di legalità». La legalità è stata un cavallo di battaglia degli ambientalisti. E non solo a parole. Sì perché ieri mattina, in strada, sul lungomare, sui balconi, c'erano pezzi di ambientalismo che, nel caso di Punta Perotti, non si sono limitati a denunciare, ma hanno partecipato attivamente, fianco a fianco con i pubblici ministeri Roberto Rossi e Ciro Angelillis, al processo nel quale hanno chiesto a gran voce ai giudici due cose: «La confisca di suoli e palazzi e la loro demolizione». Averci creduto fino alla fine, anche dopo che la Corte d'appello capovolse la sentenza di primo grado e revocò la confisca, è il segno che quella battaglia non fu combattuta solo per urlare quattro slogan per strada. Fu lina battaglia studiata in punto di diritto e portata in aula. Con determinazione. Nel caso di Wwf e Legambiente fino in Cassazione, quando i giudici dell'ultimo grado misero la parola fine al processo penale confermando la sentenza di primo grado. Sfilano per strada i rappresentanti di Legambiente, dietro lo striscione «Bentornato lungomare». La giornata del crollo di Punta Perotti (dopo che nel 2001 fu sancita la confisca) è il completamento di quelle richieste: coonfi-sca e demolizione. «È però riduttivo -dice il presidente nazionale, Roberto Della Seta - dire che si tratta di una vittoria di questo o di quello. È in realtà prima di tutto un successo del Sud, di un Sud diverso è possibile. A Bari, sulle macerie di quello scheletro di cemento armato abusivo, rafforza le fondamenta quel Meridione che ha deciso di voltar pagina, di lasciarsi alle spalle l'illegalità, di mandare insomma un messaggio di svolta al Paese: mai più condoni edilizi, gentile regalo per le mafie, sempre più una forte azione per il rispetto e la certezza delle regole, e non solo in campo edilizio. Fortunatamente segnali di questa voglia di imboccare con decisione una strada diversa non arrivano solo da Bari». Alfonso Pecoraro Scanio, da parte sua, aveva lanciato da Bari la proposta di modificare il codice di procedura penale. «Se il Centrosinistra va al governo - questa la proposta - faremo in modo che i processi per reati edilizi si svolgano per direttissima e i beni abusivi vengano demoliti subito». Luigi Campanàle, avvocato che rappresentò la Lipu, uno degli enti ammessi al processo ma solo in qualità di uditori, ricorda quel suo intervento dal titolo «Un lungomare di corte vedute», presagio di una Punta Perotti che, per tutti, è poi diventata la saracinesca del lungomare. E infine Alessandro Amato, parte civile per il Wwf, vuole tenere distinto il ruolo professionale da quello dell'associazione. «E' stato un e-pilogo triste a causa della scoperta di quel sistema che ha consentito a Punta Perotti di essere autorizzata e costruita, ma soprattutto per i costi già sostenuti in questa vicenda e per i giudizi che si andranno inevitabilmente ad a-prire adesso. Ho paura che siamo soltanto all'inizio».
Punta Perotti. Festa dopo 10 anni di lotte
I Verdi di Puglia hanno organizzato una manifestazione per il crollo di Punta Perotti, un edificio abusivo costruito nel 2001. I manifestanti, guidati dagli ambientalisti, chiedono la confisca e la demolizione dell'edificio. La manifestazione è stata organizzata in seguito alla sentenza della Corte d'appello che ha confermato la confisca del suolo e della struttura. I rappresentanti di Legambiente e Wwf hanno partecipato alla manifestazione, che è stata considerata un successo per il Sud e per l'Italia. L'evento è stato visto come un messaggio di svolta per il Paese, con l'invocazione di una maggiore azione per il rispetto e la certezza delle regole.
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