GERACE - Conclusa ieri a Gerace, nella chiesa di San Francesco, la "due giorni" di studio sui Beni culturali organizzato dall'Associazione dei Comuni della Locride in collaborazione con l'Università Mediterranea di Reggio, col Comune ospitante e con gli assessorati regionall alla Cultura ed all'Urbanistica. "Dall'identità della cultura alla cultura dell'identità", questo il tema dei lavori svoltisi sotto il titolo di "AnimaLocride" ed aperti dal sindaco di Gerace, Salvatore Galluzzo, che ha rinnovato l'appello a «preservare Gerace (dal 1969 dichiarato "centro di notevole interesse storico") dall'abusivismo, dalla speculazionee dall'abbandono». Il ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione ha inviato un lungo messaggio d'apprezzamento per l'iniziativa che rappresenta il primo passo di un più ampio progetto finalizzato alla stesura di un "piano organico d'interventi sui Beni Culturali della Locride" facendo lavorare in perfetta sinergia, attorno a uno stesso tavolo, le amministrazioni locali, la Direzione regionale per i Beni culturali, le Sovrintendenze, la Regione, la Provincia, le università e le forze sociali. «Un esempio finora unico in Italia», ha sottolineato il ministro nel suo messaggio. Il significato politico dell'incontro di studio è stato ribadito dal presidente dell'Assemblea dei Comuni Sisinio Zito, per il quale v'è «la necessità di offrire una prospettiva di crescita, economica e civile alle popolazioni della Locride anche attraverso la definizione d'una precisa identità storico-culturale in cui i Beni culturali vanno integrati col contesto urbanistico che li accoglie e col patrimonio culturale fatto di tradizioni, storia, lingua, etc...». Ecco perché l'Associazione dei Comuni propone un "Piano poliennale per i Beni culturali della Locride". «Redigere progetti coerenti è sostenibili; avere capacità di spendere e di applicare le norme», questo l'invito del prefetto Luigi De Setta, il quale ha ricordato che fino ad oggi la Prefettura «ha monitorato nel reggino ben 38 opere incompiute destinate a diventare un centinaio». Il superprefetto non ha tralasciato di parlare di appalti pubblici e dei rischi d'infiltrazioni mafiose verso i quali le istituzioni riservano grande attenzione. L'esigenza di creare un modello diverso, portando la logica dell'investimento verso il criterio dell'identità è di avviare un processo che porti sul territorio concentrazione di competenze ed intelligenze è stata invocata dal direttore regionale per i Beni culturali e del paesaggio Francesco Prosperetti, cui ha fatto eco la soprintendente per i Beni archeologici Annalisa Zarattini, per la quale le variegate ricchezze della Locride, scarsamente collegate in rete, devono necessariamente costituire un unicum. Vittorie Daniele, docente all'Università di Catanzaro ha fatto notare che la Calabria, da regione in ritardo di sviluppo rappresenta una riserva residuale per il turismo nazionale, il 2 appena, ed occupa solo il 17 posto per presenze turistiche nazionali. Per Simonetta Valtieri, direttore del Dipartimento Pau dell'Università "Mediterranea", vi è invece la necessità - considerando le tante diversità che caratterizzano i nostri Beni culturali - di un «serio lavoro di indagine per leggere il territorio partendo dall'individuazione di zone omogenee». Per Sandro Principe, assessore regionale alla Cultura, «sicurezza e ricerca» giocano un ruolo determinante, rispettivamente, per lo sviluppo e per il recupero dei beni. Principe ha invitato gli amministratori «a riprendere in considerazione il ruolo dei programmi di sviluppo dal basso anche per la valorizzazione dei beni culturali». Alessandro Bianchi, rettore dell'Università "Mediterranea", si è soffermato sul ruolo svolto dagli atenei insieme con le istituzioni per un'azione congiunta di studio e di recupero del bene culturale. Basato sul piano predisposto per il recupero dei beni artistici e paesistici l'intervento del soprintendente al ramo, Francesco Cecati, principale artefice della "due giorni" geracese. «Applicare il principio di sussidiarietà, volto a lasciare spazi maggiori alle istituzioni, come ad esempio le diocesi, che avvertono maggiormente il bene culturale con sincero sentimento di appartenenza»: Questo l'invito del vescovo di Locri-Gerace, mons. Giancarlo Bregantìni, che immagina un luogo ove tutti i dati raccolti dal lavoro di collazione sui beni locali possano essere consultati e resi fruibili. E l'assessore regionale all'Urbanistica Michelangelo Tripodi ha evidenziato l'impegno dell'attuale Giunta, in collaborazione con le Università, per un progetto complessivo di sviluppo basato sul recupero delle risorse storico-architettoniche. Altre risorse aggiuntive potrebbero giungere dal Bando in fase di pubblicazione sulla "misura 1" del Por previsto dall'Apq sui Beni Culturali e rivolto in particolare ai comuni. Ha tratto le conclusioni della giornata il Presidente del Comitato nazionale dell'Associazione dei sindaci della Locride, Carmine Barbaro il primo cittadino di Locri.