ECOMOSTRI - Il tribunale di Bari non concede lo stop all'abbattimento: si chiude una querelle lunga quasi 20 anni - In arrivo 250 giornalisti da tutto il mondo I gruppi Matarrese e Andidero hanno chiesto a Comune, Regione Puglia e Governo un risarcimento di 570 milioni di euro - BARI - L'ultimo, disperato, tentativo dei costruttori Matarrese è stato quello di appellarsi alla magistratura per bloccare l'abbattimento dei tre palazzi, invocando il fatto che la struttura era stata pignorata. Ieri, però, il Tribunale civile di Bari ha respinto il ricorso d'urgenza della società aprendo così la strada al conto alla rovescia, iniziato ormai da settimane, per la demolizione che si compirà domenica prossima sotto gli occhi del mondo intero. Il "mostro" di Punta Perotti si accascerà al suolo come un vecchio stanco, provato da oltre dieci anni di schermaglie giudiziarie nata dalla violazione della legge Galasso (i palazzi non rispettavano la distanza regolamentare di 300 metri dal mare). Alla fine, ha vinto la città. «La vista del mare - insiste la gente - è un bene comune». E aggiunge: «Una vista "sequestrata" da un palazzo costruito da pochi e per pochi». «Punta Perotti»: la costruzione ha preso il nome da quel tratto di lungomare a Sud della città, dedicato - ironia della sorte - a uno scrittore che aveva protestato contro la costruzione del teatro Margherita proprio perché impediva la vista del mare. Una sorta di sberleffo postumo. A Bari i tre palazzi di Punta Perotti sono stati battezzati "la saracinesca" perchhiudono alla vista un'ampia fetta di mare (o di città, dipende dal senso di marcia). Domenica mattina la città si fermerà, da giorni non ci sono più pass disponibili per accedere allo "spettacolo" più importante degli ultimi anni. Quasi 250 giornalisti accreditati, tv di tutto il mondo per assistere all'evento, addirittura un sito (www.puntaperottivagiu.com) che trasmetterà in diretta le fasi dell'implosione dei 300 appartamenti, migliaia di cittadini a guardare un evento destinato a rimanere nella storia, perfino una "vendita virtuale". Il parterre comprende infatti registi come Gianni Piva, quasi certamente Edoardo Winspeare, il regista leccese che con altri uomini dello spettacolo e della cultura ha dato vita ad un associazione, Coppula Tisa, che sulla costa leccese ha acquistato e abbattuto piccole case abusive, veri e propri scempi di una delle più belle coste d'Italia. Punta Perotti tornerà com'era: una fascia di terra a Sud della città che quando il mare è agitato viene bagnata dalle onde. L'esito di questa vicenda, se si vuole, è la conferma che Bari vuol cambiare. I baresi questa volta hanno continuato a protestare, a non volere lo scempio. La città aveva subito l'oltraggio del Petruzzelli, aveva manifestato ma la rassegnazione, infine, aveva preso il sopravvento. E adesso, che ne sarà del terreno? Il futuro di Punta Perotti è stato affidato anche alla matita dei ragazzi di tutte le scuole dai 6 ai 13 anni per immaginare cosa sorgerà al posto dello scempio. I disegni dei ragazzi saranno raccolti e pubblicati sul sito www.Puntaperottivagiu.com, in una apposita gallery, che riporterà il nome del piccolo artista e la scuola di appartenenza. Per Punta Perotti i gruppi Matarrese e Andidero hanno chiesto al Comune di Bari, alla Regione Puglia e al Ministero dei Beni Culturali un risarcimento molto salato: 570 milioni di euro. La richiesta è stata depositata dall'avvocato dei due costruttori baresi, Francesco Biga, motivandola con i danni patrimoniali (e non) subiti dalle due società costruttrici, la Sudfondi dei Matarrese e la Mabar controllata da Andidero, seguiti al rilascio delle autorizzazione per costruire Punta Perotti. Una richiesta avanzata in extremis lo scorso 29 gennaio, ultimo giorno utile prima che la sentenza della Corte di Cassazione, che cinque anni fa aveva assolto gli imprenditori confiscando le costruzioni in favore del Comune (guidato, nel frattempo) dal sindaco Michele Emiliano, andasse in prescrizione. VINCENZO DEL GIUDICE vincenzo.delgiudiceilsole24ore.com - Svolta nel '97 Il sequestro e le date chiave 1987-97 Il pool di costruttori Matarrese-Andidero-Quistelli ottiene lottizzazione e concessioni edilizie: inizia la costruzione di Punta Perotti 1997-2000 Il Gip di Bari ordina il sequestro di suoli e palazzi per violazione della legge Galasso. L'imputazione cadrà, resterà il sequestro 2001-2004 La Cassazione assolve gli imputati, ma confisca i palazzi in favore del Comune. I Matarrese ne ottengono il pignoramento 2004-2006 Fallisce il tavolo di concertazione (demolizione in cambio della restituzione dei suoli). Il pool chiede danni per 570 milioni di euro 2006 Il Comune fissa al 2, 23, 24 aprile la demolizione. Il Tribunale rigetta la richiesta di provvedimento di urgenza a tutela del bene pignorato