I due alberghi costruiti a due passi dalla riserva dello Zingaro. A sinistra i sigilli a una costruzione di Castellammare del Golfo Mappa degli sfregi ambientali: in 5 anni di governo della destra costruiti 140mila edifici fuorilegge STA A CASA quando arriva la telefonata: «Michele, ce l'abbiamo fatta, anche stavolta il tribunale ha respinto il ricorso». Il sindaco di Bari Michele Emiliano tira un sospiro di sollievo. «È stata la battaglia legale più difficile della mia vita», dice. Proprio lui, ex magistrato antimafia, che solo a Bari, città che poi lo ha voluto sindaco, ha fatto arrestare più dimille persone. «Non ci credeva nessuno - commenta - e invece il mostro cadrà giù davvero». Il tribunale civile della città pugliese ha respinto anche l'ultimo ricorso presentato dalla famiglia Matarrese per arrestare un destino ormai inevitabile: l'abbattimento di Punta Perotti, la «saracinesca» per i baresi. Una gigantesca saracinesca tirata su fra la città e ilmare, fra l'orizzonte e la legalità all'inizio degli anni Novanta. Ormai è tutto pronto, stamattina alle 10 e 31 minuti sarà la voce delicata e ferma di Rosa Romano, funzionario di polizia, a dare il segnale di ok al responsabile della società General Smontaggi di Novara per far saltare in aria la prima parte delle costruzioni. Cadrà giù un terzo dell'enorme complesso, si tratta dell'esplosione urbana più grande mai effettuata in Italia, seconda in Europa solo all'Inghilterra. 300mila metri cubi di cemento, tre edifici di 13 piani l'uno, edificati a partire dal 1995 a meno di 300 metri dal mare grazie ad una leggina ad hoc della Regione Puglia che cercò di aggirare la legge Galasso. Il primo sequestro arrivò due anni dopo: il 17 marzo. Poi, nove anni di battaglie. «Forse sarà perché io non sono un politico, ma a questa idea di impossibilità di azione contro poteri forti e consolidati non ci ho mai creduto... » racconta Emiliano. La sua stessa elezione, sembrava impossibile due anni fa. «Mi dicevano, "Michele hai fatto arrestare più di mille baresi, chi vuoi che ti elegga?"». E invece i baresi l'hanno eletto mandando a casa senza troppi complimenti un'intera classe politica che si sentiva intoccabile. La giunta di centrosinistra sta facendo piccole rivoluzioni quotidiane, partendo dalle periferie. La sfida finale a Punta Perotti e ai tanti ricorsi dei Matarrese è figlia di questa politica che osa guardare lontano. «Mi piace pensare che quando cadrà giù PuntaPerotti riapparirà la scritta la giustizia è uguale per tutti » dice l'assessore al contenzioso Cinzia Capuano, mentre aspetta di ricevere l'ambasciatore del Belize, centro America, arrivato qui per non perdersi l'evento. Misure di sicurezza imponenti, zona off limit nel raggio di 300 metri, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, chiusura degli infissi e apertura dei vetri, posti di blocco e transenne, oltre 300 uomini delle forze dell'ordine, più vigili del fuoco e protezione civile.Unico evacuato: Giuseppe Magrone, ex ferroviere, che vive in una casa delle Fs a ridosso dell'ecomostro. Da ieri sera è ospite, a spese dell'amministrazione, dell'Hotel Excelsior insieme alla figlia che lo ha raggiunto dagliUsa. E poi, dopo, cosa succederà? «Diventerà la quinta Bari - dice Emiliano -. Ho cercato a lungo di coinvolgere i Matarrese per il progetto di riqualificazione. Gli dicevo "fatemi buttare giù ilmostro e io vi coinvolgerò nel dopo-Perotti" ma loro hanno sempre risposto picche. Avrebbero potuto riscattare la loro storia Adesso il quartiere ha un nuovo futuro, che sarà ricco di verde». Ieri sera i baresi scattavano foto al mostro. Restituire l'orizzonte costerà al Comune 1.207.000 euro. In realtà è solo un'anticipazione alla ditta, «perché abbiamo già avviato una causa - spiega l'assessore Capano - contro iMatarrese per il risarcimento del danno in favore del Comune ». I Matarrese in questi anni hanno querelato - e minacciato di querela - chiunque si sia avvicinato alle carte del mostro. Compresa la ditta arrivata da Novara è stata querelata. «Manoi siamo andati avanti. Ci sono miei colleghi che mi chiamano e mi chiedono "Michele, ma come hai fatto in 18 mesi a vincere 'sta battaglia?"». Con l'ostinazione di chi crede che anche nel Sud è possibile ristabilire la legalità, come ha spiegato il sindaco in un manifesto ai cittadini. «È un atto dovuto alla giustizia».