L'arte si sta imponendo sempre di più nel vasto mercato degli investimenti patrimoniali. Oltre ad offrire la possibilità di diversificare il proprio portafoglio, è «tangibile». Toccar con mano il proprio investimento, ammirarne la bellezza dei contorni e decorare un angolo del proprio salotto, è davvero soddisfacente. Lo è ancor di più quando si pensa al valore dell'investimento che è per natura destinato a crescere nel corso del tempo. Ma come muoversi in questo mondo quando non si è esperti d'arte? Ci si può rivolgere ail'Art Advisory, un consulente che promuove, consiglia e accompagna il cliente nell'acquisto di autentiche opere d'arte. Il trend è relativamente nuovo e infatti in Italia l'arte come forma di mecenatismo non ha ancora raggiunto i livelli che si registrano nelle principali capitali mondiali: solo il 20 dei nostri investimenti totali è destinato al settore dell'arte. Di questi il 71 viene investito in dipinti, il 12 in sculture, il 13 in arti minori e il 4 in disegni. Abbiamo però un'altissima qualità dei pezzi presenti sul territorio: è stato stimato un patrimonio totale che si aggira attorno ai 530 milioni di Euro. Secondo i dati della Camera di Commercio di Milano, la Lombardia, fra le regioni (con un incidenza del 17,7), e Milano, tra le città (con il 9,9), si confermano leader nel settore dell'antiquariato e del collezionismo a livello nazionale. E in quattro anni si è registrato un aumento del 1,3 delle imprese operanti in questo settore. A livello nazionale nel 2005 (dati Censis) la ricchezza investita in oggetti d'arte ammontava a 230 miliardi di euro suddivisi in: collezionisti (73), mercanti d'arte (17), investitori (4), fondazioni (3), clienti occasionali (2) e musei (1). In un recente sondaggio, II Laboratorio sul commercio del beni artistici di Nomisma registra le preferenze degli acquirenti in termini di prodotto e periodo di manifattura; è quindi particolarmente amata la pittura su tela del 1700. Catalizzano l'attenzione i disegni e gli acquerelli del '900, mentre l'arte contemporanea trova nella fotografia i suoi più selezionati compratori. L'alta epoca (1200-1700) è quella che registra comunque le cifre maggiori, ma, visti i prezzi, è destinata ad un pubblico elitario. Garantita è la rivalutazione di queste opere: se avessimo acquistato l'anno scorso una di queste opere, oggi il nostro investimento avrebbe fruttato il 111 del suo valore iniziale!