Pompei. Il governo, con il decreto «milleproroghe», acquisisce trenta milioni dalle casse degli scavi perché imputa alla soprintendenza di non aver speso i settantacinque milioni di euro che ci sono in cassa. Il capo del dipartimento per i Beni culturali e paesaggistici, Francesco Sicilia, per conto del ministero, ha scritto al soprintendente e al direttore amministrativo di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo e Luigi Crimaco, chiedendo il versamento dei trenta milioni di euro. Nella nota inviata via fax ai dirigenti della soprintendenza pompeiana viene richiesto, anche, «l'invio urgente della quietanza come prova dell'avvenuto versamento». Il consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici, intanto, ieri ha già deliberato la destinazione della somma sottratta dalle casse della soprintendenza pompeiana. I trenta milioni di euro sono stati assegnati alle soprintendenze architettoniche di tutt'Italia, nella misura di 29 milioni e 400mila euro e alle soprintendenze archeologiche nella misura di 600mila euro. Il city manager, Luigi Crimaco, che ieri ha lavorato gomito a gomito con il ragioniere capo della soprintendenza fino a tarda sera, ha assicurato che «sta lavorando per salvare il salvabile». Infatti, se la soprintendenza riuscirà a dimostrare di aver già impegnato giuridicamente i soldi rivendicati dal ministero per progetti già cantierabili (il restauro di affreschi e domus) il ministero potrebbe fare dietrofront. Gianfranco Cerasoli, segretario generale della Uil, il primo a denunciare i tagli su Pompei decisi dal governo: «Quei trenta milioni, come avevo già denunciato in tempi non sospetti, serviranno a scopi politici. Non capisco la miopia assunta dal consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici che è ben cosciente che Pompei ha bisogno di almeno duecento milioni di euro. Il consiglio - denuncia ancora Cerasoli - ha ridistribuito la cifra che preleverà dalle casse della soprintendenza, senza aver prima ricevuto da Pompei un comunicato che attesti che quelle somme siano state o meno impegnate». Per Aldo Avitabile segretario aziendale Cisl e Giuseppe Marigliano delegato Rsu, invece, il taglio operato dal governo è troppo poco. «Se è vero che a Pompei, da quando è nata l'autonomia non si spendono soldi per il restauro, perché sono stati sottratti alle casse solo trenta milioni di euro?». Intanto, lunedì e mercoledì assemblea sindacale agli scavi: previsti disagi per i visitatori.