«GLI ARCHEOLOGI italiani? I veri "caschi blu della cultura"». La definizione è del direttore generale del ministero dei Beni culturali Giuseppe Proietti, premiato ieri sera insieme al soprintendente ai Beni archeologici Adriano La Regina e a Sandro Bianchi dell'Istituto centrale del restauro con la «Ruota d'oro», il riconoscimento che ormai da 21 anni il Rotary Club assegna a chi si distingue nel campo dell'artigianato, dell'arte e della cultura. E mercoledì sera, nel Centro logistico della Guardia di Finanza, il premio è andato alla spedizione archeologica italiana impegnata nell'«aiuto e la formazione presso il Museo di Baghdad» come recita la motivazione, gravemente danneggiato e saccheggiato nel corso della guerra. Nel corso della serata organizzata dai club Roma Sud Ovest, Roma Mediterraneo e Inner Wheel Sud Ovest, condotta dal segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti Vittorio Roidi e alla quale ha partecipato anche l'ambasciatore iracheno Mohammed Al Amili, l'ittitologo della Sapienza Alfonso Archi ha llustrato lo straordinario patrimonio archeologico del Museo di Baghdad, il più ricco di testimonianze di quel Medio Oriente che è la vera culla della civiltà urbana, un'area oggi devastata dai conflitti. «La situazione è di totale emergenza - ha concluso Archi - ed è per questo che è fondamentale ripristinare il museo, ma soprattutto restituire al popolo iracheno il suo tesoro culturale». Ed è proprio in questo senso che si è mossa la missione italiana, operativa ormai da molti anni. «Riapriremo entro la prossima estate il museo, che è chiuso dal 1991 - ha spiegato Proietti - e che siamo stati praticamente gli unici a curare dopo l'occupazione alleata della città. È stata una soddisfazione vedere all'opera le restauratrici irachene che noi stessi avevamo formato nel corso del nostro lavoro». Una sala del museo - ha annunciato poi il generale dell'Arma Giorgio Piccirillo (che ha ricordato salutato da un applauso i caduti di Nassiriya) - sarà dedicata ai Carabinieri. «L'Iraq - ha commentato La Regina - è un grande paese che merita la pace e che deve tornare a essere un luogo di cultura». L'ambasciatore Al Amili ha infine ringraziato tutti i presenti per l'aiuto e l'attività di formazione portati in Iraq: «Spero -ha concluso - che ci siano altre collaborazioni che sottolineino l'amicizia tra i nostri due paesi».