INCARICHI Dal primo settembre il soprintendente del Polo museale fiorentino e direttore regionale per i Beni culturali andrà in pensione. Ma potrebbe essere riassunto Francesco Sicilia dirige il Dipartimento per i beni culturali e paesaggistici: quest'anno compie i 67 anni e il primo luglio deve andare in pensione com'è accaduto a Roma ad Adriano La Regina nel 2005. E come accadrà, dal primo settembre, al soprintendente del Polo museale fiorentino Antonio Paolucci. Ciampi ha negato la firma a una norma che avrebbe permesso a Sicilia di restare fino ai 70 anni, ma tra poco riceverà sulla scrivania uno dei decreti semestrali in cui i ministeri vengono autorizzati a bandire concorsi per assumere. E c'è chi vuole riassumere Sicilia: se accadesse non si spiegherebbe perché non fare lo stesso con Paolucci, che è anche direttore regionale per i beni culturali della Toscana, è stato ministro, ha coordinato i lavori del dopo terremoto in Umbria e molto altro ancora. «Oggi al ministero gli storici dell'arte e archeologi mancano come il pane denuncia il segretario di settore della Uil Gianfranco Cerasoli . Secondo una stima per difetto, inclusi architetti, al dicastero ne servirebbero almeno oltre mille». Un appello al ministro per 'conservare' il soprintendente Antonio Paolucci al suo posto arriva anche dal presidente e dai membri di Giunta dell'Api Toscana: «Il professor Paolucci rappresenta una garanzia per la città e la nostra regione: è un bene di cui non privarsi», scrivono i portavoce della piccola e media impresa. «Siamo consapevoli che l'eccellenza è un bene da non perdere conclude l'appello dell'Api : da imprenditori stentiamo a capire come un'amministrazione che favorisce, nel privato, il permanere al lavoro post età di pensione, possa non avvalersi delle norme che permetterebbero al professor Paolucci di conservare la sua funzione».